Editoria

28 ottobre 2013 | 12:02

Presentato a Parigi il nuovo magazine d’arte SansSouci

(ANSA) Presentazione in anteprima, all’Ambasciata d’Italia a Parigi, del primo numero del magazine d’arte SansSouci, un progetto editoriale innovativo, senza scopi di lucro e prodotto con scadenza annuale in serie limitata a 100 copie, che offre uno sguardo sulle principali tendenze dell’arte contemporanea internazionale. Ospiti ieri sera dell’Ambasciatore Giandomenico Magliano, tra gli altri, i giovani co-fondatori del progetto, la fotografa di moda milanese Alice Rosati e il designer, nato a Torino, Tommaso Foggini, oltre alla direttrice dell’Istituto italiano di cultura, Marina Valensise. Il presidente del Consiglio, Enrico Letta, in visita a Parigi – dove ha incontrato ieri il premier francese Jean-Marc Ayrault e ha aperto stamani il convegno ‘Europa’ del think tank ‘Europa Nova’ – ha approfittato per visitare l’installazione dei due artisti in ambasciata: “Sono meravigliato, è un bel progetto”, ha detto Letta. “L’idea nasce dal voler portare qualcosa di innovativo e di diverso nel mondo dell’editoria artistica che consideriamo molto ferma e pacata a livello creativo cercando di fare qualcosa di estremamente prezioso nei contenuti – ha spiegato all’ANSA Foggini -. Siamo l’unico giornale che ha solamente originali d’artista, serigrafie numerate e autentificate” . E ha aggiunto: “Sans souci in francese vuol dire ‘senza pensieri’: non abbiamo preconcetti riguardo ai contenuti, non c’è una direzione prestabilita”. “Oggi il progetto ha preso forma in un libro ma la prossima edizione potrebbe essere qualcos’altro”, ha aggiunto la Rosati. Le ‘pagine-opere’ sono contenute in un cofanetto realizzato a mano dall’artista italiano Jacopo Foggini. Tra i contributi di questa prima edizione che ha come tema il bestiario ci sono una cinquantina di artisti internazionali come Philippe Parreno, Martin Parr, Barnaba Fornasetti, Tala Madani, Peter Buggenhout. Ci sono solo immmagini, l’unica persona che ha collaborato con un testo è Mariuccia Casadio che ha scritto l’introduzione. L’obiettivo, osservano gli ideatori del progetto, è creare un “oggetto bello che promuova la creatività e l’interazione tra diversi ambiti culturali come l’arte, la fotografia e il design”. “Vogliamo andare in controtendenza, valutare l’opera d’arte per quello che è – ha proseguito Foggini -. Per questo il nome dell’artista viene segnato sul retro, e giovani artisti vengono affiancati ai grandi. Non c’è pubblicità, non lo vendiamo e lo doniamo alle 100 istituzioni al mondo che noi riteniamo più meritevoli come il Moma o il Musee des arts decoratifs. Queste istituzioni culturali potranno contribuire allo sviluppo del progetto offrendogli visibilità”. Nel magazine c’è una forte presenza di artisti italiani: “Volevamo fare vedere la nostra origine italiana – ha concluso Foggini – non volevamo tagliare fuori la nostra appartenenza”. (ANSA, 26 ottobre 2013).