Editoria

28 ottobre 2013 | 12:53

Legnini: l’editoria italiana ha subito effetti gravissimi dall’evoluzione del digitale. La legge di stabilità è la risposta

(TMNews) “A fronte della crisi dell’editoria il governo si è mosso in modo tempestivo. Lo ha detto il sottosegretario alla presidenza del consiglio con delega all’editoria, Giovanni Legnini a margine del convegno organizzato a Venezia dal Sindacato dei giornalisti e dall’Ordine del Veneto.

“Abbiamo stipulato – ha spiegato Legnini – dopo poche settimane di lavoro, un protocollo d’intesa con l’intera filiera dell’editoria il 6 agosto scorso: dagli editori agli edicolanti e stiamo traducendo in norma quell’accordo”.

Per il sottosegretario all’editoria “la prima importante risposta è contenuta nella legge di stabilità . Il fondo anti-crisi e per l’innovazione, investimenti per il digitale, assunzione dei giovani, ammortizzatori sociali e sostegni all’uscita. E poi un pacchetto di norme importanti che introdurremo in un ulteriore prossimo provvedimento per declinare i punti del 6 agosto e quindi una strategia per contrastare la più grave crisi dell’ editoria che si ricordi”.

Giovanni Legnini

Giovanni Legnini, sottosegretario all’editoria (foto Olycom)

“Il protagonismo delle regioni è auspicabile – ha proseguito Legnini – è integrativo alle politiche nazionali vigenti e in via di definizione. L’editoria italiana e non solo ha subito effetti gravissimi dall’evoluzione del digitale”.

“I motori di ricerca attingono sempre più raccolta pubblicitaria”, ha aggiunto aprendo una questione su fiscalità e riconoscimento del diritto d’autore. “Quest’ultimo – ha continuato nel suo ragionamento – è uno dei punti dell’accordo del 6 agosto scorso e presto interverremo con un provvedimento specifico. Noi dobbiamo fare ciò che fanno negli altri paesi il rispetto delle regole deve valere per tutti. Nessun pregiudizio verso Google ma il riconoscimento che le regole devono valere per tutti. Quindi ci sara’ il rinvio a un accordo tra le parti e in mancanza di questo un intervento sostitutivo dell’Agcom”.

Legnini si è poi soffermato sull’equo compenso: “L’equo compenso va attivato è un fatto di civiltà, di qualità del lavoro e di rispetto. Il governo sarà determinato ad attivare queste misure ma occorre un progetto generale per l’editoria e per il rilancio e per ridare dignità alla professione”, ha concluso. (TMNews, 28 ottobre 2013)