Editoria

28 ottobre 2013 | 16:50

Cir chiude i primi nove mesi con un utile di 10,7 milioni e ricavi in calo del 2,1%

(ANSA) Il gruppo Cir nei nove mesi ha avuto ricavi per 3.350,6 milioni (-2,1%) e un utile di 10,7 milioni (da un perdita di 10 milioni). Il risultato netto comprende l’effetto negativo delle svalutazioni di Sorgenia per 287,2 milioni e l’impatto positivo per complessivi 319,3 milioni del definito giudizio sul Lodo Mondadori. Nella nota sui conti dei nove mesi il gruppo della famiglia De Benedetti ricorda che ”in data 17 settembre 2013, la Corte di Cassazione ha definito il giudizio in merito al procedimento ‘Lodo Mondadori’, condannando in via definitiva la controparte Fininvest a un risarcimento a favore di Cir pari a 491,3 milioni, che viene rilevato contabilmente a conto economico per un importo pari a 319,3 milioni, al netto delle spese legali e delle imposte”. In secondo luogo, ”in linea con quanto già avvenuto nel primo semestre, la controllata nell’energia Sorgenia ha proceduto a un aggiustamento del valore dei propri attivi adeguandoli al mutato scenario del mercato dell’energia, nonché al nuovo business plan in corso di preparazione. Come conseguenza, nel risultato dei primi nove mesi, sono state registrate svalutazioni per un importo di 287,2 milioni”. Mentre queste ultime sono una partita contabile i proventi del Lodo hanno anche un effetto sulla cassa. L’indebitamento finanziario netto consolidato di Cir al 30 settembre ammontava a 1.830,8 milioni (rispetto a 2.504,4 milioni al fine dicembre 2012) e comprende una posizione finanziaria netta della capogruppo positiva per 542,1 milioni e un indebitamento finanziario netto delle controllate operative di 2.372,9 milioni. Il miglioramento della posizione finanziaria deriva – viene spiegato -, oltre che dalla definizione del risarcimento sul Lodo Mondadori, anche dalla riduzione dell’indebitamento netto consolidato delle controllate operative per circa 165 milioni. Con riferimento al Lodo Mondadori Cir segnala poi che la società dovrà effettuare nei prossimi dodici mesi esborsi al momento stimati in circa 180 milioni per imposte e spese legali, tenuto conto dei quali l’indebitamento finanziario netto sarebbe di circa 2 miliardi. La società della famiglia De Benedetti infine fa sapere che ”allo stato, non prevede significativi impieghi della propria liquidità nel breve periodo. Eventuali futuri utilizzi delle risorse a disposizione saranno valutati nell’interesse dello sviluppo del gruppo e di tutti gli azionisti di Cir”. (ANSA, 28 ottobre 2013).