Editoria

30 ottobre 2013 | 16:41

La stampa inglese perde la battaglia contro la nuova regolamentazione

(ANSA) Non l’hanno spuntata i giornali britannici scesi sul sentiero di guerra per lanciare una battaglia legale contro la nuova regolamentazione della stampa proposta dai tre maggiori partiti in seguito allo scandalo del gruppo Murdoch. L’Alta Corte ha respinto la loro richiesta di ingiunzione, affermando che non sussistono i termini necessari. Gli editori avevano chiesto una ingiunzione contro la ‘royal charter’, lo strumento legislativo scelto dal governo per istituire nel Regno Unito un organo di vigilanza in grado di sanzionare i giornali che non rispettano le regole. Il loro fine era quello di bloccare la riforma della stampa, alla vigilia del via libera da parte del Privy Council, un comitato formato da ministri e funzionari che consigliano la regina. Uno sviluppo altamente simbolico, dato soprattutto il tempismo: dopo la selezione della giuria confermata ieri, comincia a tutti gli effetti oggi il processo per il cosiddetto Tabloidgate, lo scandalo delle intercettazioni telefoniche illegali da parte di giornalisti e dirigenti in testate del gruppo guidato dal magnate australiano Rupert Murdoch. Tra gli otto alla sbarra ci sono anche i due imputati “eccellenti”: l’ex dirigente del gruppo Murdoch, Rebekah Brooks, e l’ex “spin doctor” di Downing Street, Andy Coulson. Il giudice Saunders ha esortato la giuria a una condotta impeccabile per quello che si prospetta un processo lungo (almeno fino a Pasqua) e sul quale sara’ concentrata l’attenzione dei media. (ANSA, 30 ottobre 2013)