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31 ottobre 2013 | 10:32

Spiati anche Yahoo! e Google? La Nsa smentisce

(ANSA) Nel giorno della clamorosa notizia del Papa intercettato, il Datagate riparte da dove tutto era cominciato: i giganti del web. Dalle ultime rivelazioni della ‘talpa’ Edward Snowden – rese pubbliche dal Washington Post – i data center di Google e Yahoo! sarebbero stati letteralmente messi sotto controllo dalla National Security Agency americana (Nsa), con centinaia di milioni di utenti spiati. Niente a che vedere, dunque, con l’ormai noto programma ‘Prism’, che dà agli 007 Usa l’accesso agli account dei colossi della rete e dei social network previa autorizzazione di un giudice. Il programma ‘Muscular’ è altra cosa. E’ stato portato avanti dalla più potente agenzia di intelligence americana insieme ai colleghi britannici del Government Communications Headquarters (Gchq), apparentemente all’insaputa dei diretti interessati. Che infatti smentiscono ed esprimono fortissime preoccupazioni, assicurando gli utenti – spiegano dal quartier generale di Google e Yahoo! – che sarà fatto di tutto per accertare la verità e tutelare la privacy di milioni di persone. Il documento fornito da Snowden al Washington Post mostra la spaventosa estensione del ‘grande orecchio’ della Nsa. Il pezzo di carta della ‘talpa’ del Datagate è datato 9 gennaio 2013, e mette in evidenza come nei trenta giorni precedenti a questa data siano stati raccolti in tutto il mondo oltre 181 milioni di nuove informazioni, tra cui contenuti e-mail, messaggi di testo, messaggi audio e video. Nelle mani dei servizi statunitensi e britannici sono finiti anche i cosiddetti ‘metadati’, vale a dire non solo i contenuti, ma le informazioni su chi spedisce e riceve le e-mail e quando. “Sono tutte notizie false”, si è difesa la Nsa. Per smentire l’ultima fuga di notizie è stato costretto a scendere in campo lo stesso numero uno dell’agenzia, il generale Keith Alexander, per il quale “non è mai accaduto che l’agenzia si infiltrasse nei server di Google e Yahoo!”. Sarà, ma la protesta in America e nel mondo cresce, contro un’attività giudicata invasiva oltre i limiti della legalità. Intanto da Parigi il quotidiano Le Monde – sulla base di altri documenti – avvalora la linea difensiva dei vertici della Nsa, spiegando come sarebbero stati gli stessi 007 francesi e italiani a fornire dati all’intelligence americana, in base a un accordo segreto “di amicizia” per lo scambio di informazioni. Accordi simili sarebbero stati stipulati anche con altri Paesi, tra cui la Svezia e Israele. Secondo Le Monde, questo sistema di ‘baratto’ con Washington sarebbe in vigore dalla fine del 2011 o dall’inizio del 2012. Le informazioni, per lo più metadati, verrebbero inviate in blocco, “senza una selezione a monte”. Il settimanale Stern, poi, rivela come i servizi americani avrebbero messo in piedi in Germania una fitta rete di spionaggio, nella quale avrebbero avuto un ruolo centrale anche società private americane. Barack Obama nel frattempo continua a negare di essere stato a conoscenza dei dettagli dei programmi di spionaggio della Nsa, come quello riguardante i leader alleati. Ma i suoi tanti ‘non sapevo’ – osservano in molti – potrebbero rivelarsi un pericoloso boomerang per il presidente. Che forse non a caso oggi è stato scavalcato dal ‘rivale’ Vladimir Putin in testa alla classifica degli uomini più potenti del mondo stilata da Forbes. (ANSA, 30 ottobre 2013)