31 ottobre 2013 | 15:17

Addio cookie, il futuro del tracciamento dei dati sul web. Facebook vuole analizzare anche i movimenti del mouse

Se gli enormi fatturati dimostrano il successo di aziende come Google e Facebook, ma gran parte del valore di queste aziende è difficile da quantificare: è costituito dai dati degli utenti ospitati sui loro server.

Finora i cookie (piccoli file ospitati sui computer) hanno avuto una parte importante nel tracciamento delle abitudini di navigazione. Da settembre 2013, come riporta il Wall Street Journal, Microsoft, Google e Facebook stanno abbandonando questo sistema per passare a strumenti sviluppati in proprio.

Secondo il quotidiano di Wall Street, l’abbandono dei cookie è un passaggio obbligato: sono ormai inadeguati e il 20% dei dati che generano sono poco accurati. Pensati una ventina di anni fa, sono stati sviluppati per memorizzare i dati di navigazione e le preferenze dei siti web sui browser, per evitare agli utenti di inserire ogni volta le stesse informazioni.

Queste preferenze vengono utilizzate anche dagli inserzionisti pubblicitari, ma l’inadeguatezza tecnologica è dimostrata dal fatto che se un browser viene utilizzato da più utenti o se un utente si connette con più dispositivi (sempre più frequente con la crescita di tablet e smartphone) i cookie diventano inutili per l’advertising.Per superare la dipendenza dai singoli browser, Facebook già dall’inizio di settembre 2012 ha iniziato a utilizzare un sistema proprietario: è legato all’account e non a un dispositivo. E così, una pubblicità sul social network di Zuckerberg può seguire un utente sul computer di lavoro, sul cellulare o sul tablet.

Il social network di Zuckergerg sta lavorando anche a un sistema per monitorare i movimenti del mouse degli utenti. La società vuole registrare e analizzare ogni gesto possibile, anche quando non è una vera e propria azione, come esitare sull’icona “mi piace” e poi non cliccare o soffermarsi con il puntatore sulla fotografia di una persona cara.

Questa scelta porterebbe a un ulteriore accentramento delle informazioni. Microsoft, Facebook e Google sono proprietari di sistemi operativi, email e browser e la giornata di un utente medio viene trascorsa utilizzando almeno uno di questi prodotti. I cookie sono stati la forza dell’advertising online, proprio perché hanno permesso ad agenzie pubblicitarie (e non solo a Google e Facebook) di seguire un utente da un sito a un altro. Per queste ragioni sono stati visti come una minaccia alla privacy. I nuovi sistemi garantiranno una tutela maggiore dei dati personali, ma così aumenterà la dipendenza dai pochi colossi del web.