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04 novembre 2013 | 10:24

L’appello di Snowden: “Cittadini, lottate per la verità”. Il manifesto inviato allo Spiegel

(ANSA) Cittadini, ribellatevi alle ingerenze dello spionaggio e combattete per la verità. E’ un vero e proprio appello quello che la ‘talpa’ del Datagate, Edward Snowden, affida a un “Manifesto per la verità” inviato – seguendo ovviamente un canale criptato – al Der Spiegel e pubblicato dal settimanale tedesco. L’intervento, che ricorda un po’ i toni del fondatore di Wikileaks, Julian Assange, compare sul magazine proprio nel giorno in cui Der Spiegel sembra aver fatto sua la causa dell’ex contractor della Nsa: “Asilo per Snowden”, recita infatti il titolo di copertina annunciando un appello sostenuto da oltre 50 personalità del mondo della politica, della cultura e dell’economia affinché Berlino accolga la ‘talpa’. Se un asilo in terra tedesca sembra tuttavia remoto, i legami tra Snowden e la Germania appaiono più solidi. E oggi, dopo che le ultime rivelazioni del Datagate hanno smascherato una rete di spionaggio europea – con Germania, Francia, Spagna, Svezia e Gran Bretagna come protagonisti – Snowden è tornato a parlare, arricchendo di luce profetica i suoi ‘leaks’. I cittadini “hanno il dovere morale di fare in modo che le leggi e i valori di una società limitino questi programmi di sorveglianza e proteggano i diritti umani”, sono le parole della ‘talpa’, secondo la quale programmi di monitoraggio come lo statunitense Prism “sono una minaccia al diritto alla privacy e alla libertà di coscienza in una società aperta”. Da qui, è la logica di Snowden, discende l’opportunità della sua missione. “Invece di causare danni, l’utilità della nuova conoscenza per la società è molto chiara in quanto suggerisce una riforma alla supervisione della politica e delle leggi”, scrive al Der Spiegel, trovando peraltro una sponda affidabile. Il settimanale, infatti, dedica la copertina ad un appello aperto rivolto a Berlino da oltre 50 personalità tedesche affinché Snowden trovi asilo proprio lungo il Reno. “Snowden ha reso all’Occidente un grande servizio, è ora di aiutarlo”, scrive l’ex segretario della Cdu – il partito della cancelliera Merkel – Heinen Geissler. E a fargli compagnia sono in tanti: dal musicista Udo Lindergerg al presidente della Federcalcio tedesca Reinhard Rauball, fino all’attore Daniel Bruhl. Appello che, peraltro, potrebbe avere un seguito visto che lo stesso Snowoden si è detto pronto a parlare con le autorità tedesche del Datagate in cambio di garanzie sulla sua sicurezza o dell’asilo. Dove la ‘talpa’ sembra invece destinato a non tornare, sono gli Stati Uniti. Lì, infatti, l’ipotesi di una grazia sembra lontanissima e lo hanno confermato oggi un alto consigliere della Casa Bianca, Dan Pfeiffer, e i presidenti delle commissioni intelligence di Senato e Camera, la democratica Dianne Feinstein e il repubblicano Mike Rogers. Un ‘no’ alla clemenza trasversale, quindi, che tuttavia non cancella gli effetti del Datagate. La Germania, secondo il Financial Times, intende fare pressione sulla Commissione europea per inserire nell’accordo di libero scambio tra Ue e Usa regole più severe sul controllo della privacy. E la cosa avrebbe irritato non poco Bruxelles, convinta che, con una simile clausola, l’intesa rischi di saltare. Un ulteriore nodo legato al caso Datagate e che sembra quasi preannunciato dal ‘Manifesto’ del suo protagonista.(ANSA, 3 ottobre 2013)

Edward Snowden (foto Wired.com)

Edward Snowden (foto Wired.com)