Tim Cook sul Wsj: “No alle discriminazioni dei lavoratori gay, il Senato Usa approvi una legge ad hoc”

(ANSA) ‘No’ alla discriminazione sul luogo di lavoro, anche in base all’orientamento sessuale. E’ l’appello di Tim Cook, attuale ceo di Apple, che in un intervento sul Wall Street Journal sollecita il Senato statunitense ad approvare una legge ad hoc, l’Employment Non-Discrimination Act (Enda) nella fattispecie, sulla quale proprio per oggi negli Usa è in calendario un voto. È la prima volta che Cook, omosessuale, si espone così pubblicamente su questo tema. La rivista ‘Out’ qualche mese fa lo ha definito l’omosessuale più potente d’America. ”Le persone – scrive Cook al Wsj – sono molto più inclini ad impegnarsi quando sentono di essere pienamente riconosciute e accettate”. Apple, aggiunge, è impegnata nel ”creare un ambiente di lavoro sano e accogliente per tutti gli impiegati, indipendentemente da etnia, sesso, nazionalità od orientamento sessuale. Per come la vediamo – sottolinea – accettare l’individualità di ognuno è una questione di basilare dignità umana e di diritti civili”. La politica contro le discriminazioni di Apple, precisa, ”va oltre le protezioni legali di cui godono attualmente i lavoratori statunitensi”. Quindi Cook invita il Senato Usa a supportare l’Employment Non-Discrimination Act e la Camera dei Rappresentanti a portarlo al voto. L’Enda mira ad estendere ai lavoratori omosessuali e ‘transgender’ le protezioni federali su assunzioni e impiego che già riguardano caratteristiche personali come sesso, etnia, religione, disabilità. Qualche mese fa Apple, insieme ad altre aziende della Silicon Valley, si è espressa in favore dei matrimoni gay negli Stati Uniti. (ANSA, 4 novembre 2013)

Tim Cook (foto Olycom)

Tim Cook (foto Olycom)

Share on FacebookTweet about this on TwitterPin on PinterestShare on Google+

Articoli correlati

Rai, Usigrai scrive a Fico, Casellati e Vigilanza: con riproposizione di Foa per la presidenza attenzione a rischi illegittimità

M5S attacca Odg: non serve. Abolizione già sul tavolo del governo. Replica Fnsi: ritorsioni non fermeranno la stampa

Rai: il 26 settembre alle 13 audizione per Foa in Vigilanza. Alle 19.30 il voto della commissione