Leader delle Pussy Riot trasferita in Siberia. Punita per aver denunciato le condizioni delle carceri russe

(ASCA) Nadia Tolokonnikova, leader delle Pussy Riot, ”e’ sulla strada di un penitenziario in Siberia”. Lo ha scritto oggi il marito, Pyotr Verzilov, sul suo account di Twitter, dopo alcune settimane di incertezza sulla nuova destinazione della donna. La Tolokonnikova aveva avviato uno sciopero della fame a settembre, come segno di protesta per le condizioni di ”lavoro forzato” nel carcere e per le ”costanti intimidazioni” che le sarebbero arrivate dall’amministrazione penitenziaria. In seguito ha avuto problemi di salute ed e’ stata ricoverata in ospedale, ”ottenendo dalle autorita’ la promessa di un trasferimento”, come scrive l’agenzia Interfax. Ora, secondo il marito, ”Nadia viene trasferita a 4.500 km da Mosca, nel cuore della Siberia, come punizione per la diffusione della lettera” nella quale la donna denunciava gli abusi nella prigione in cui era detenuta. Il marito ha rivelato, sempre su Twitter, che la leader delle Pussy Riot ”e’ in corso di trasferimento in una colonia penale nella remota regione di Krasnoyarsk, a quattro ore di fuso orario da Mosca, lungo la ferrovia transiberiana”. La donna sconta una condanna a due anni di carcere per aver inscenato una protesta anti-Putin nella cattedrale di Cristo Salvatore a Mosca, nel febbraio 2012. Il presidente della Ong per i diritti umani in Russia, Vladimir Lukin, ha detto all’agenzia Interfax che le condizioni di salute della donna ”sono soddisfacenti” e che e’ ”sotto controllo medico”. Lukin ha aggiunto che ”i servizi penitenziari russi impiegano giorni per effettuare un trasferimento, che avviene di solito via treno. E’ politica comune delle amministrazioni carcerarie non informare i familiari degli spostamenti”.

5 novembre 2013

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