Il Festival di Torino si rinnova con Virzì, tra pop e tv

(ANSA) Poco meno di due milioni e mezzo di euro di budget (2.400.000), ma spesi bene, questi della 31/ma edizione del Torino Film Festival che si apre il 22 novembre. Due gli italiani in concorso, ‘La mafia uccide solo d’estate’ di Pif e ‘Il treno va a Mosca’ di Federico Ferrone e Michele Manzolini, l’anteprima poi del nuovo lavoro di Carlo Mazzacurati, ‘La sedia della felicità’, nella sezione Festa mobile, il superdivo Elliott Gould e, soprattutto, tante novità. La prima edizione con la direzione artistica di Paolo Virzì mostra insomma grande vitalità nel segno di un festival ”popolare e raffinato nello stesso tempo” come ha detto lo stesso regista toscano oggi a Roma in conferenza stampa. Apertura il 22 novembre al Lingotto con madrina Luciana Littizzetto e il film ‘Last Vegas’ di Jon Turteltaub e, il 30 novembre, chiusura con ‘Grand Piano’ di Eugenio Mira. E ancora, tra i numeri del festival: 70 lungometraggi, opere prime e seconde; 46 anteprime mondiali; 62 anteprime italiane e 14 film in concorso. Tra questi appunto l’opera prima di Pif, al secolo Pierfrancesco Diliberto, dal titolo ‘La mafia uccide solo d’estate’, con protagonista il palermitano Arturo che ha un solo mito: Andreotti. E ancora, sempre per l’Italia, ‘Il treno va a Mosca’ di Ferrone e Manzolini, un inedito montaggio di home movies di un certo Sauro, protagonista nel 1957 di un viaggio a Mosca per il Festival Mondiale della gioventù. Per quanto riguarda invece l’anteprima de ‘La sedia della felicità’ di Mazzacurati si tratta di tante storie in una: quelle di un tatuatore separato, di una misteriosa sedia che contiene gioielli e di un prete corpulento che cerca il bottino. Passando alle novità, troviamo Europop, un’interessante e divertente rassegna dei campioni al box office in Europa. Ad esempio, in Polonia ha sbancato ‘Traffic Department’, una sorta di polar polacco pieno di sesso, violenza e corruzione, mentre in Svezia è andato forte ‘Waltz for Monica’ di Per Fly ovvero la vita e la carriera di Monica Zetterlund, icona del jazz scandinavo. Una sezione questa che ha, in chiusura, l’opera prima di un artista popolare italiano come Claudio Amendola: La mossa del pinguino. C’è poi la sezione After Hours in cui trovano asilo i film cosiddetti di mezzanotte, quelli che per provocazione venivano appunto programmati nell’ultima fascia oraria. E nuova di zecca poi anche la rubrica Big Bang Tv, ovvero uno sguardo su quello che accade nelle serie televisive mondiali: scendono in campo così ‘House of Cards’ di David Fincher; ‘Southcliffe’ di Sean Durkin e ‘Top of the Lake’ di Jane Campion e Garth Davis. In giuria ci saranno Guillermo Arriaga, in qualità di presidente, insieme a Stephen Amidon (Usa), Aida Begig (Bosnia Erzegovina), Jorge Perugorria (Cuba) e alla nostra Francesca Marciano. In un festival che non guarda troppo, e volutamente, al tappeto rosso e alle star, non mancherà un superdivo come Elliott Gould per la sezione Il Nuovo cinema americano 1967-1976. (ANSA, 5 novembre 2013)

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