Dall’acceleratore di Telecom Italia, 10 consigli di comunicazione per le startup

Working Capital Accelerator, il programma di Telecom Italia per l’innovazione, che supporta la nascita e lo sviluppo di startup, ha aperto un blog sul quale appaiono consigli sul mondo delle imprese tecnologiche.

Riproponiamo i dieci consigli di Tommaso Sorchiotti, dedicato alla comunicazione delle startup.

1 – A UNIQUE BRAND: Diventa unico, differente, straordinario, insostituibile.
Insostituibile nella comunicazione prima ancora che nel prodotto. Non è impossibile. Occorre definire il Brand che si vuole comunicare. Di follower ne esistono a centinaia. Probabilmente se il tuo prodotto non è nuovo e unico, ne esistono già altri sul mercato. Simili, molto simili o identici. E allora? Concentrati sulla comunicazione: rendila unica e straordinaria.

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2 – FIRST IMPRESSION: Le apparenze ingannano
Volenti o nolenti la prima impressione è fondamentale. A livello inconscio il cosiddetto Halo Effect decide a pelle cosa ci piace e merita la nostra attenzione da cosa no. Prima ancora dei contenuti, prima di ogni riflessione logica. La cura dell’aspetto diventa essenziale per non bruciare tutto il lavoro dietro una cattiva – o pessima – prima impressione. Grafica, logo, icone. Tutto deve essere definito nei minimi dettagli. Chiarezza e semplicità, assieme alla sensazione di trovarsi di fronte a qualcosa di innovativo. Molte startup ricorrono ad un breve video di presentazione, altre preferiscono mostrare il prodotto/servizio all’opera. L’unico segreto, se volete, è il testing. Provate diverse soluzioni e cercate di capire cosa convince più efficacemente i vostri interlocutori.

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3 – ONLINE: tu non sei quello che dici tu, sei quello che dice il Web
Struttura una presenza online significativa e di valore. Identifica e capisci chi sono i tuoi interlocutori privilegiati e come parlare a loro, come conquistarli. Non puoi parlare ai potenziali clienti allo stesso modo di come faresti con i potenziali investitori. Trova il modo di influenzare il tuo settore, non il mondo intero! Condividi la passione che ti spinge a dedicare tempo e fatica dietro al tuo progetto.

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4 – STORYTELLING: Non raccontare una storia. Racconta la tua storia. O lascia che lo facciano gli altri per te
Non perché va di moda. Non perché dopo makers è la buzzword del momento. Perché raccontare storie funziona dai tempi delle pitture rupestri. Non devi parlare dei tuoi successi. Come sostiene Emma Coats, ex disegnatrice Pixar, “Un personaggio non si ammira per i suoi successi, quanto per i suoi tentativi”. Se non hai storie significative (raro ma non impossibile), racconta quelle dei tuoi clienti. Meglio ancora se trovi un modo per mettere i tuoi clienti nella condizione di raccontare le loro storie. Ricorda però: ogni storia deve essere coerente con il DNA e la vision della startup.

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5 – INFLUENCER: No, non sono (solo) quelli da > 20k follower
Amici, conoscenti, connessioni di lavoro, network di persone sui social che frequenti, blog, webzine, giornali, televisioni. L’attenzione delle persone e la visibilità nei loro spazi va sudata e conquistata metro per metro. Non sottovalutare il networking: eventi, spazi di coworking e business awards sono diventate le nuove fiere, dove incontrare persone interessate e competenti. Le opportunità non nascono dai garage di casa, ma incontrando persone, raccontando il proprio lavoro e scambiando bigliettini. Occorre quindi essere preparati e sapersi presentare. Gli statunitensi dicono Be press friendly. Se vuoi che gli altri parlino di te, fai in modo che sia facile parlare di te.

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6 – EASY TO JOIN, EASY TO TRY, EASY TO EXPLORE, EASY TO SHARE: rendi semplice il “lavoro” delle persone.

Rendi accessibile il tuo prodotto/servizio. Le persone vogliono provare e sperimentare per capire cosa hanno di fronte. Rendere semplice questa possibilità dovrebbe essere un tuo dovere. Nei vari store tutte le nuove App si stanno muovendo verso formule Free/Free at launch/Freemium/Free + Paid. Un motivo c’è. Fai in modo che per le persone sia facile accedere, provare e soprattutto condividere la propria esperienza. La scoperta e la mia curiosità di provare Instagram non è nata dagli articoli online o dai strabilianti numeri di crescita. E’ nata molto prima, quando nel mio stream di Twitter dove continuavo a leggere ‘posted via Instagram’ dai miei contatti.

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7 – WORD OF MOUTH: daje de passaparola
E’ una conseguenza dei due punti precedenti, ma merita rilievo e uno spazio a sé. Incentiva gli utenti a promuoverti. Dai loro un motivo per mettersi in gioco. Non devi comprarti la loro sponsorizzazione, ma guadagnarti la loro fiducia. Ricompensa i più attivi e i più meritevoli: “Give people a reason to spread the word”.

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8 – IT’S A PERSONAL BRANDING WORLD: non conta solo cosa fai, conta anche chi sei
Più o meno un anno fa scrivevo che “Il personal branding è la prima startup di cui ognuno dovrebbe occuparsi”. Occuparsi della propria immagine, della reputazione e del Brand di ogni membro del team è un ottimo modo per comunicare in maniera coerente la natura della Startup su cui si sta sudando. Normalmente le persone, i VC come i curiosi, dopo aver scoperto la Startup, googlano i nomi del team. E non sempre trovano quello che cercano. Un’occasione di comunicazione persa.

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9 – MAIL MARKETING: lo strumento di web marketing più antico del mondo
Si tratta dell’attività di marketing più a basso costo ed alto impatto che hai a disposizione. Una linea di comunicazione diretta con le persone. Spesso nelle landing page delle nuove startup trovo la possibilità di iscrivermi “sign up to be notified when we launch” Spesso lo faccio. Dopo la mail di notifica o conferma dell’iscrizione non ricevo più messaggi finché la Startup non è online. A volte 9 mesi o un anno dopo. Se non ci siamo sentiti per un anno difficilmente ricorderò chi sei. Moderazione sì, ma scrivi. Sono io che te lo chiedo! Parlami non solo del lavoro ma del perché state facendo certe scelte, quali sono le difficoltà, come va il settore, dammi il tuo punto di vista. Solo così mi rimani in mente. Stai tranquillo, non mi stai infastidendo. Se non mi interessa quello che hai da dire mi cancello e “amici come prima”. Al contrario tu ti ritroverai al momento del golive con un pubblico pronto ad accoglierti che sa il lavoro fatto per arrivare fino lì.

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10 – VIRAL: creatività e viralità li lasci per ultimi?
Sì, sono ultimi perché si tratta di elementi importanti a patto che facciano parte del tuo DNA e non siano solo attività forzate e strumentali ad ottenere un picco di attenzione. Chi si occupa di seeding mi odierà, ma non è indispensabile una campagna virale per poter essere sostenibili. Mai sentito parlare della “Teoria dei 1000 fan autentici”? Una specie di coda lunga declinata su artisti, professionisti e, perché no, Startup. Poi è chiaro che creatività e viralità possono essere strumenti eccezionali per rendere interessanti anche le cose più noiose.

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