Editoria

12 novembre 2013 | 15:07

Il giornalista Abbate dell’Espresso minacciato dalla criminalità organizzata

(ANSA) Il giornalista dell’Espresso Lirio Abbate sarebbe oggetto di minacce da parte di esponenti della criminalità organizzata che opera nella Capitale vicini alla camorra e al clan dei casalesi. Ne parla oggi il Fatto quotidiano, citando le dichiarazioni di un anonimo e le indagini in corso da parte della Squadra mobile di Roma. “Lirio Abbate deve stare attento a Riccardino l’albanese, uno dal quale dipende gente che spara”, la frase riferita da un anonimo sul cronista, che è già da anni sotto scorta per le minacce della mafia. “La segnalazione risale all’estate scorsa – scrive il quotidiano – ma emerge solo ora perché Riccardino, all’anagrafe Arben Zogu, 40 anni, il 29 ottobre è stato arrestato insieme a Mario Iovine e ad altre 12 persone legate al clan dei casalesi”. Arresti legati a un inchiesta condotta dalla Dda di Napoli con il Gico della Guardia di Finanza di Roma e relativa a un sodalizio tra criminalità campana e albanese per il controllo delle slot machine ad Acila e Ostia. Nate in questo ambiente, le minacce contro Abbate sono da collegarsi all’inchiesta giornalistica da lui firmata e pubblicata su L’Espresso nel dicembre 2012 dal titolo “I quattro re di Roma”, con “una mappa aggiornata – ricorda oggi Il Fatto – con nomi, cognomi e sfere di influenza sul crimine romano, puntando il faro su personaggi pesanti ma a piede libero”. (ANSA, 12 novembre 2013)