TLC

12 novembre 2013 | 16:22

Per Stefano Parisi la web tax è sbagliata e incompatibile con il diritto europeo

(MF-DJ) “La proposta di web tax e’ incompatibile con il diritto comunitario, impossibile da imporre solo sul territorio italiano, sbagliata concettualmente, perche’ non si puo’ peggiorare da noi la condizione di operatori internazionali quando la competizione e’ globale”.

Lo afferma il presidente di Confindustria Digitale, Stefano Parisi, criticando la proposta del presidente della Commissione Bilancio della Camera Francesco Boccia (Pd) di introdurre l’obbligo per i committenti di servizi online – e parliamo quindi di commercio elettronico diretto e indiretto – di poter acquistare solo da soggetti in possesso di una partita Iva italiana.

“Mettiamo piuttosto gli operatori italiani in condizione di operare sul mercato globale nelle stesse condizioni degli altri” aggiunge Parisi, “io ho una societa’, che si chiama Chili Tv. Datemi le stesse condizioni di Google, perche’ voglio competere nel mondo e non posso andare avanti con una palla al piede in Italia”. La proposta del Pd ha “una logica da anni ’60, mi stupisce che sia stato un giovane a presentarla”. (Dow Jones, 12 novembre 2013)

Stefano Parisi

Stefano Parisi, presidente di Confindustria Digitale (foto Olycom)