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12 novembre 2013 | 17:52

L’Aidaf promuove la danza contro l’anoressia

E’ partita la I edizione della Campagna di informazione e di sensibilizzazione della danza italiana contro l’anoressia.Promossa dall’Aidaf, l’associazione che in Federdanza/Agis riunisce le scuole di danza, insieme all’Agiscuola e all’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma, la Campagna si articola in tre azioni volte a sensibilizzare le giovani generazioni, con particolare riferimento agli allievi delle scuole di danza, sul grave disturbo del comportamento alimentare.

Secondo i dati del Cidap, Centro italiano disturbi alimentari psicogeni, 2,2 milioni di ragazze in Italia soffrono di disturbi alimentari psicogeni come l’anoressia e la bulimia.La prima azione della Campagna- si legge nel comunicato- presentata a Roma e che si concluderà a fine giugno 2014, consiste nella promozione del Manifesto Nazionale della Danza Italiana di Informazione e di Prevenzione contro l’anoressia patrocinato dal Ministero dei Beni e della Attività Culturali e del Turismo.

La seconda azione prevede una giornata dimostrativa della danza, sia quella amatoriale che professionale nei suoi diversi generi, che si svolgerà nel mese di febbraio, dedicata alle scuole di danza e agli alunni e ai docenti degli istituti scolastici, e che si intitolerà “Danze diverse per corpi diversi”. Per ogni genere un esperto svolgerà un intervento sul diverso utilizzo del corpo a seconda del tipo di danza praticata, sempre nell’ottica che per ballare c’è bisogno di un corpo perfettamente in salute.

La terza azione riguarda un’iniziativa delle scuole di danza con il mondo della Moda, per una sinergia con un settore esposto al problema dei disturbi alimentari e che quindi può svolgere un ruolo fondamentale nella lotta contro l’anoressia. Ad aprire la conferenza stampa, che si è svolta oggi a Roma all’Agis, è stata la senatrice Emilia Grazia De Biasi, presidente della Commissione Igiene e Sanità del Senato della Repubblica, che ha espresso il massimo sostegno alla Campagna contro l’anoressia.

 “Sul tema della salute mentale il nostro Paese può fare decisamente di più – ha affermato De Biasi – Per questo serve una sinergia tra il mondo della scuola, le Istituzioni, sia a livello nazionale sia regionale, e il mondo della cultura sui problemi legati agli stili di vita e ai disturbi alimentari. Sono davvero troppe le ragazze che rinunciano a sé stesse”.

 A ringraziare per la partecipazione all’iniziativa la senatrice De Biasi, è stato Carlo Fontana, presidente dell’Agis, che pur non potendo essere presente alla conferenza stampa, in un intervento scritto ha auspicato che le Istituzioni possano dare il proprio contributo alla Campagna, con un impegno pubblico per il contrasto alle patologie del comportamento alimentare. Nel suo intervento Amalia Salzano, presidente dell’Aidaf, ha spiegato di aver deciso di affrontare il tema dell’anoressia perché è un problema che interessa tantissimi adolescenti e quindi anche le scuole di danza.

 “Vogliamo far sentire la voce del nostro settore su questo argomento per evitare il luogo comune che danza sia sinonimo di anoressia e lanciare invece un messaggio positivo sulla nostra attività, come modello sociale di riferimento per l’armonico sviluppo psicofisico della persona. Senza un corpo sano non si danza”. Stefano Vicari e Valeria Zanna, rispettivamente primario e psichiatra dell’Unità operativa Complessa di Neuropsichiatria Infantile dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, hanno puntato l’attenzione sugli aspetti medici del problema e sull’importante ruolo della famiglia e anche degli insegnanti delle scuole di danza che vanno correttamente informati.

“L’anoressia è un disturbo psichiatrico, ad alta mortalità, che colpisce sempre più minori – ha spiegato Vicari – Sulle cause del disturbo, dobbiamo riuscire a liberare le famiglie, e anche il mondo della danza, da ogni senso di colpa. L’anoressia colpisce chi è biologicamente già predisposto”. Zanna ha sottolineato come la Campagna e il Manifesto rappresentino un buon modo per informare e per fare un’efficace prevenzione. Dello stesso parere Luciana della Fornace, presidente di Agiscuola, che sosterrà la Campagna inviando il Manifesto a tutte le direzioni regionali del Ministero dell’Istruzione affinché arrivi a tutte le  scuole interessate. Testimonial dell’iniziativa l’étoile internazionale Liliana Cosi e il coreografo Luciano Cannito. In particolare Liliana Cosi ha voluto sottolineare come la danza sia espressione della persona in tutto il suo essere: “il corpo è un accessorio, mentre è l’interiorità della persona il motore principale per danzare. L’unicità della danza consiste proprio nell’aiutare i ragazzi ad esprimere la propria personalità”. Anche per Cannito la danza può essere un grande aiuto per i ragazzi: “in 35 anni di attività nel mondo della danza, credo di aver visto soltanto un caso di ballerina anoressica, mentre ho visto tantissimi ragazzi e ragazze fortemente motivati, con una grande passione e amore per il proprio corpo”.

Il Manifesto, elaborato con il contributo degli specialisti dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, e presentato oggi, mira a diffondere l’idea che un bel corpo non si identifica con un unico modello di fisicità che si rifà alla magrezza, concependo la danza come canale di promozione di una nuova cultura della bellezza, espressione di uno stile al di fuori degli stereotipi imposti dai media. Per questo l’Aidaf si impegna a: promuovere iniziative volte a sensibilizzare l’opinione pubblica sulle patologie del comportamento alimentare; diffondere il Manifesto presso le scuole di danza; predisporre un codice standard per una corretta alimentazione per chi intende praticare la danza; creare un rapporto di stretta collaborazione tra i genitori degli allievi delle scuole e i relativi insegnanti per intercettare ogni avvisaglia di eventuali problemi legati all’alimentazione; invitare gli insegnanti di danza a fare riferimento ai genitori per comunicare all’allievo l’eventuale predisposizione o meno alla danza, così da evitare problemi psicologici.