Terrorizzati dal controllo della Nsa, gli scrittori Usa si autocensurano: minacciata la libertà di espressione

(TMNews)  Terrorizzati dalle attività di controllo della Nsa su email e conversazioni telefoniche, scoperte grazie alle rivelazioni della “talpa” Edward Snowden, gli scrittori americani si autocensurano. A rivelarlo è un rapporto del Pen American Center, organizzazione che si batte per la libertà di espressione e la salvaguardia degli scrittori, i cui membri si dicono profondamente preoccupati per l’invasività dei controlli governativi sulle comunicazioni.

Ben il 73% degli scrittori che fanno parte dell’organizzazione afferma di “non essere mai stato così preoccupato come oggi per i diritti alla privacy e alla libertà di stampa” negli Stati Uniti, mentre oltre un quarto di essi (il 28%) ammette di aver già cambiato le proprie abitudini quotidiane, evitando ad esempio “ogni attività sui social media”. Il 16% confessa invece di aver iniziato già ad autocensurarsi, evitando di scrivere o parlare di certi temi ritenuti scomodi.

I risultati del sondaggio indicano che le rivelazioni di Snowden stanno producendo un “chilling effect”, un “effetto paralizzante”, sugli autori americani, ha detto Suzanne Nossel, direttore esecutivo del Pen American Center. “Gli scrittori sono come i canarini in una miniera di carbone in quanto la loro vita e il loro lavoro dipendono dalla libertà di espressione”. (TMNews, 13 novembre 2013)

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