Editoria

13 novembre 2013 | 17:04

Polillo sul diritto d’autore: “Agcom adotti il regolamento entro la fine dell’anno. Date un futuro alla produzione culturale”

E’ netta la posizione di Marco Polillo, presidente di Confindustria Cultura Italia e dell’Associazione Italiana Editori (AIE) a margine del dibattito sul diritto d’autore “E Mozart finì in una fossa comune” in corso alla Biblioteca del Senato, che ha inevitabilmente centrato la sua attenzione sul prossimo regolamento Agcom sul diritto d’autore online. “Agcom adotti il regolamento entro la fine dell’anno: la scelta è tra la legalità e il far west autorizzato, tra la cultura e il saccheggio illegittimo dei nostri diritti. Date un futuro alla produzione culturale”

“Non si può più aggirare l’ostacolo. E’ venuto il tempo di decidere se aiutare chi investe per produrre cultura e innovazione nel nostro Paese o chi si limita a speculare, sapendo di farlo, in nome di una libertà della rete che non è mai stata messa in discussione.

Marco Polillo

Marco Polillo, presidente Confindustria Cultura (foto Olycom)

E’ proprio il lavoro di migliaia di addetti all’industria culturale italiana che si sta consciamente o inconsciamente tentando di sacrificare – ha proseguito Polillo -. Qui non si parla di interessi di qualcuno, ma degli interessi di tutti perché la produzione culturale è la storia e la base del nostro paese. Ciò di cui noi viviamo è il diritto d’autore. Ed è grazie a questo che scenografi e truccatori, arrangiatori e tecnici del suono, programmatori e sviluppatori, scrittori e traduttori, editori e produttori, artisti, interpreti vivono. Ed è grazie a questo che la cultura è davvero libera nel nostro Paese. E’ per questo che lo chiediamo a gran voce: date un futuro, con questo regolamento, alla produzione culturale al tempo di internet”.

“Chiediamo una seria, efficace e non invasiva azione di contrasto alla pirateria on line – ha proseguito Polillo -. Solo questo può davvero aprire una nuova era nello sviluppo dell’offerta legale di contenuti digitali. Non ci interessa colpire lo scambio di file tra singoli ma i delinquenti veri, quelli che si arricchiscono alle spalle di chi la cultura la produce. Non ammettiamo alcuna forma di censura – contro cui ci siamo sempre battuti -, né vogliamo chiedere a chicchessia di filtrare quello che passa sulla rete. Vogliamo però, allo stesso tempo, che chi ha il potere di fermare i delinquenti che si arricchiscono alle spalle di chi lavora per la cultura lo faccia. E’ davvero giunto il tempo di farlo. Il fenomeno della pirateria on line operato su larga scala per lo più da siti esteri è diventato davvero insostenibile”.