Di Trapani (Usigrai): “Il canone non è un totem ma la Rai deve avere certezza di risorse”

(AGI) Il canone Rai “non e’ un totem” per il sindacato dei giornalisti del servizio pubblico, “ma discutiamo di qualunque sistema che dia alla Rai certezza di risorse”. Lo ha detto Vittorio di Trapani, segretario Usigrai, durante l’audizione in commissione di vigilanza. Di Trapani ha anche detto che a suo avviso “con un recupero dell’evasione non solo si puo’ fare un abbassamento del canone” ma arrivare anche a una eliminazione progressiva legata al reddito.Ad oggi l’evasione del canone “tocca livelli senza pari in Europa, il nuovo contratto di serviizo non risolve il problema ma non c’e’ azienda che possa essere sana senza certezza di risorse”, ha detto ancora il segretario dell’Usigrai. Il quale ha anche espresso “sconcerto” per la proposta formulata attraverso un emendamento in Senato di un aumento di 6 euro del canone determinando cosi’ risorse da destinare al sostegno di imprese radiotv private. “Condividiamo l’esigenza di sostenere le tv private ma non si puo’ fare atraverso l’aumento del canone – ha detto di Trapani – E’ inaccettabile e di dubbia percorribilita’ utilizzare introiti finalizzati al servizio pubblico per scopi pero’ diversi. Se invece lo scopo della proposta di aumento non e’ questo, allora si trovi strumento adeguato per il sostegno a quelle imprese”. Su questo specifico argomento e’ intervenuto anche il capogruppo del Pd in vigilanza, Vinicio Peluffo, sostenendo la contrarieta’ ad associare al canone il sostegno dell’emittenza locale. “Questa dev’essere sostenuta con lo strumento adeguato. Serve un raccordo tra il lavoro della commissioen e quello dell’Aula, che pure e’ sovrana e ogni gruppo puo’ presentare tutti gli emendamenti che vuole”. E anche Mario Marazziti, di Scelta civica, ha detto no a un aumento del canone per sostenere radiotv privati e altri servizi “che legittimamente vanno sostenuti in Italia”. Un aumento in tal senso “aumenta la distanza tra cittadini e Rai e finisce con il penalizzare ambedue i soggetti”. Piu’ in generale, dopo aver ascoltato la relazione del segretario dell’Usigrai sul capitolo contratto di servizio – che era il tema centrale dell’audizione di oggi – Marazziti ha detto che la Rai “e’ una societa’ che e’ un grande asset del Paese. A volte il Paese l’avverte come un asset appesantito, dobbiamo fare in modo che il Paese riconquisti pienamente fiducia nella Rai e nel modo in cui fa servizio pbublico, se tale e’ davvero. Questo Parlamento non ha la forza di una maggioranza che possa pensare a una riforma” del settore comunicazioni, “ma ha occasione storica per raggiungere comunque obiettivi che sembravano difficili molti anni fa”. Marazziti ha anche sottolineato “rilevo che le considerazioni dell’Usigrai siano coincidenti, fortemente condivise, con quelle di presidente e dg Rai, e di Scelta civica”. Tra gli altri interventi anche quelli di Alberto Airola, del Movimento 5 Stelle, che ha chiesto al sindacato Usigrai, ma non solo, di favorire la pubblicazione di organigrammi e di dati sui compensi, cosi’ da “effettuare una corretta vigilanza e dare spunti corretti”. E Giorgio Lainati, Pdl, vice presidente della commissione, ha chiesto quale sia “la visione dell’Usigrai e dei sindacati in genere sui compensi, visto che poi e’ argomento che rimanda al canone”. Vincenzo Cuomo, del Pd, ha sollevato dubbi sul fatto che di recente l’assunzione di 35 giornalisti abbia coinvolto unicamente persone provenienti dalla scuola di formazione di Perugia, “che non riusciamo a definire aziendale”. E il presidente della commissione, Roberto Fico (M5S), si e’ chiesto ed ha chiesto spiegazioni o valutazioni a di Trapani sul perche’ “nelle assunzioni siano stati discriminati tutti gli studenti delle scuole di formazione giornalistica, visto che era scritto che per le assunzioni si sarebbe ricorsi a ‘scuole’, quindi e’ detto al plurale, e alla prassi azioendale. Non si comprende il criterio di scelta sul perche’ proprio queste 35 persone e solo da Perugia…”. Di Trapani (che ha sottolineato orgogliosamente come anche lui sia di provenienza, diversi anni fa, della scuola di Perugia, “e forse senza quella non sarei in Rai”) ha fatto rilevare che “ne’ oggi ne’ domani l’Usigrai dara’ l’assenso a iniziative o decisioni fori dalle norme di legge”.

AGI 13 novembre

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