Nel 2014 i ricavi della pubblicità online di Forbes supereranno quelli della carta. La via del successo è nel native advertising

Tre anni fa il sito Forbes ha cambiato il suo modello di business e non basare i ricavi solo sui banner. E ora sembra avere i primi risultati certi: il 20% dei ricavi pubblicitari del viene dai contenuti sponsorizzati. A comunicarlo è Michael Sebastian su AdAge.

La rivista dei miliardari e degli imprenditori statunitensi è stata la prima grande testata a sviluppare un modello di advertising nativo: consiste nel dare agli investitori la possibilità di pubblicare i propri contenuti direttamente su Forbes.com. La piattaforma con cui gli articoli sponsorizzati vanno online si chiama BrandVoice. Secondo quanto riporta AdAge, avrebbe abbattuto i confini tra articoli e pubblicità: su Forbes.com infatti è difficile capire la differenza tra qualcosa prodotto dalla redazione e un contenuto scritto da uno sponsor. Un contenuto di BrandVoice si distingue solo per un piccolo testo in cima all’articolo “ForbesBrandVoice Connecting marketers to Forbes audience” seguito da un link “what is this?” che ne spiega il funzionamento. L’obiettivo di questo tipo di post è attrarre lettori imitando in tutto un qualsiasi altro contenuto giornalistico.

Un contenuto sponsorizzato da Oracle pubblicato su Forbes.com

L’impatto del native advertising è in crescita: nel 2012 costituiva il 10% dei ricavi pubblicitari di Forbes e, per il 2014, l’editore prevede che i ricavi delle sponsorizzazioni digitali supereranno quelli della carta (il 30% verrà dalla pubblicità nativa).

Anche il Washington Post ha creato un programma simile: si chiama BrandConnect ed è sviluppato da uno degli ideatori di BrandVoice, Kevin Gentzel. La stessa strategia è stata intrapresa dal New York Times, che lancerà una piattaforma per contenuti sponsorizzati entro tre mesi.

Sid Holt, a capo dell’American Society of Magazine Editors invita alla cautela, per non tradire la fiducia dei lettori. Se è provato che questo tipo di pubblicità funziona, le testate devono trovare un modo per aumentare la trasparenza dei contenuti sponsorizzati, e rendere evidente agli utenti che si tratta di una campagna di advertising.

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