Della Valle: “Bazoli ha 80 anni, è ora che lasci”

(ANSA) Della Valle a tutto campo: da Napolitano a Letta, da Renzi al Colosseo, senza dimenticare il caso Rcs. L’imprenditore marchigiano sfrutta le telecamere di SkyTg24, sotto la regia di Maria Latella, per togliersi qualche sassolino dalle scarpe. E al centro del suo intervento, anche stavolta, c’è il presidente di Intesa Sanpaolo, Giovanni Bazoli, per lui troppo vecchio per sedere al vertice di una delle due più grandi banche italiane. ”Bazoli è una persona che ha 80 anni, è un uomo che ha influenzato la politica in lungo e in largo come ha voluto, ha sempre tenuto le mani sul piatto di Rcs perché gli serviva come strumento di trattativa anche politica per garantire il suo posto e infatti sta ancora lì”. Per questo, secondo Della Valle adesso ”è il momento che gente di questo tipo abbandoni certi posti anche perché le energie non sono quelle di un cinquantenne”. E per l’imprenditore marchigiano chi dovrebbe occuparsi di quella che Matteo Renzi chiamerebbe ‘rottamazione’ è il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. Il capo dello Stato dovrebbe ”chiamare queste persone una ad una, chiedendo di fare un passo indietro: lasciamo campo libero a chi ha 35 anni”. L’inquilino del Quirinale deve prendere ”in mano la situazione” in modo che ”il Governo possa lavorare senza cadere in trappola ogni 10 minuti”. Un esecutivo che Della Valle promuove, a partire dal presidente del consiglio. Enrico Letta, ha detto, ”è una persona che quando gira per il mondo non ci fa fare brutta figura, e’ preparato e per bene”. Inoltre, ”oggi, che ha più liberta’ di ieri, ci faccia vedere con più determinazione cosa sa fare e quindi lasciamolo lavorare”. Più in generale, si tratta di ”un governo giovane, il che significa avere più energie senza tutto quel colesterolo, che caratterizza la politica e gli apparati ministeriali, e che oggi rovina l’Italia”. E a proposito delle nuove generazioni, Della Valle, interpellato sul sindaco di Firenze, non si è voluto sbilanciare più di tanto, anche se ha subito chiarito che non finanzierebbe mai una sua campagna elettorale. ”Altrimenti – ha spiegato – corriamo il rischio che si interpreti male il fatto che non ci sia una vicinanza di ideali ma una vicinanza di interessi”. Infine, il capitolo economia. Per Della Valle, che non vede la ripresa ”neanche a breve”, il futuro del Paese ”passa attraverso la parola turismo”. ”Abbiamo tante cose demaniali che lo Stato deve riprendere in mano e, invece che gestirle da sole, metterle a disposizione di chi vuole venire ad investire qua”. Due battute, infine, sul caso del restauro ‘griffato’ del Colosseo, impresa che Tod’s ha finanziato per 25 milioni di euro. ”Questa polemica bassa, che è stata fatta tra la politica romana bassa, non è servita altro che a far tardare di tre anni i lavori che oggi sarebbero quasi finiti e invece cominciano” soltanto adesso. (ANSA, 17 novembre 2013)

Diego Della Valle (foto Studio Franceschin)

Diego Della Valle (foto Studio Franceschin)

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