Televisione

18 novembre 2013 | 11:45

Da Radici a Streghe, gli Usa puntano sui remake delle serie cult

(ANSA) C’è chi preferisce chiamarle nuove versioni, chi serial o sequel. La tv Usa guarda non di rado a se stessa. Mai come negli ultimi tempi oltreoceano vanno forte remake e reboot: tra gli altri, sono in cantiere o in progetto i rifacimenti di “Streghe”, “La Signora in Giallo”, “Radici”. Nonostante sia stata contattata dalla Nbc, piuttosto sollecita nel volerla inserire nella nuova serie, la mitica Angela Lansbury ha confidato alla stampa di non sentirsi troppo a suo agio con questo rifacimento, che dovrebbe avere come protagonista l’afroamericana Octavia Spencer e sarebbe ambientato in un ospedale: la nuova signora in giallo sarebbe infatti una responsabile con l’hobby della scrittura e della deduzione logica. Riproporre vecchi successi è una prassi negli Usa, ma non sempre si è rivelata una garanzia. Basti ricordare 90210, lo sfortunato sequel dell’intramontabile Beverly Hills, il deludente remake di Charlie’s Angels o, bocciato in Italia (ma non negli Usa dove in verità va benino), il reboot di Dallas, che ha anche raccontato la morte dello storico protagonista JR. La Cbs è intenzionata a rispolverare Streghe, sulle sorelle Halliwell (interpretate a suo tempo da Alyssa Milano, Holly Marie Combs e Shannen Doherty, quest’ultima rimpiazzata in seguito da Rose McGowan), con nuove protagoniste e nuove storie sempre basate sulla lotta tra bene e male. Un’ipotesi che non sembra convincere le vecchie eroine, con la Milano che, al posto della serie, ha proposto un film tratto da Charmed (titolo originale). Questa stagione, invece, ha fatto capolino su Nbc Dracula, serie frutto dell’ennesima trasposizione del romanzo di Bram Stoker, che al debutto ha registrato ascolti tiepidi. History Channel sta pensando di proporre il remake di Radici, la miniserie del 1977 basata sul libro di Alex Haley, Roots: The Saga Of An American Family. La rete ha ottenuto i diritti del libro e ha affidato il ruolo di produttore esecutivo a Mark Wolper, figlio del produttore della fiction originale David L. Wolper. Andata in onda per la prima volta nel 1977, la miniserie raccontava la storia della famiglia di Haley partendo dal suo antenato Kunta Kinte (interpretato da LeVar Burton), uno schiavo nell’America del 1750. L’impatto che ebbe sul pubblico fu sorprendente, con oltre 100 milioni di spettatori sintonizzati sulla stagione finale, un rating all’epoca senza precedenti (che a tutt’oggi è al terzo posto tra i più alti di sempre). Il nuovo progetto, composto da 8 puntate, darà uno sguardo più moderno alla storia raccontata nel libro e nella miniserie. Sui siti oltreoceano si è parlato, ma non ci sono conferme, anche di un’ipotesi di sequel di “Tre cuori in affitto” con la stessa interprete degli anni ’70, Suzanne Somers, proponendo la parte dello scomparso protagonista John Ritter al figlio Jason, il quale ha immediatamente esplicitato il suo netto rifiuto. (ANSA, 17 novembre 2013)