Timida ripresa per lo spettacolo italiano ma è ancora crisi

(ANSA) Un 2013 ancora di crisi per lo spettacolo italiano, che registra qualche timido segnale di ripresa, soprattutto per cinema e concerti, ma deve fare i conti con una situazione drammatica di tanti settori, a cominciare dal teatro. Lo rileva la Siae che oggi presenta i dati relativi al primo semestre dell’anno. “Un po’ di ripresa c’è – sintetizza in assenza del presidente Gino Paoli il direttore generale Gaetano Blandini – ma sono segnali talmente modesti che non sembrano strutturali e che non fanno pensare ad un 2014 diverso. Quindi non sono ottimista”. Un po’ di luce, dopo un 2012 particolarmente nero, sembra esserci comunque per il cinema, premiato, sottolinea la Siae, anche da una politica di contenimento dei prezzi: a fronte di un calo del 4,63% del prezzo medio d’ingresso, sono aumentati gli ingressi (+3,95%), la spesa del pubblico (+5,06%) e di poco anche il numero degli spettacoli (+0,22%). Positivi anche i risultati dei concerti (ingressi +9,70%; spesa botteghino +23,84%; spesa del pubblico +23,93%; volume d’affari +19,81%), in particolare per la musica leggera, unico settore nel quale è peraltro aumentato il costo medio dei biglietti d’ingresso. Mentre continua il momento felice per il settore delle mostre ed esposizioni, con gli spettacoli aumentati del 9,41%, gli ingressi del 2,97%, le spese al botteghino dello 0,43%, la spesa del pubblico del 20,70%, il volume affari del 16,94% . Anche se “con tutti i musei e le occasioni che abbiamo in Italia – fa notare il direttore generale della Siae – questi dati potrebbero comunque essere migliori”. Tant’è, molti di questi miglioramenti “non sono strutturali”, osserva Blandini, e nel rapporto del primo semestre altri numeri fanno decisamente spegnere il sorriso. Il dg punta il dito sul teatro (“Il dato in assoluto più sconcertante”) e snocciola una serie di indicatori in pesante flessione (ingressi -4,08%; spesa al botteghino -7,22% ; spesa pubblico -3,86%; -7,02% volume d’affari). Risultati negativi, dice, “che devono portare ad una riflessione seria. Credo andrà ripensato il modo di fare teatro in questo paese”. E non solo: vanno male l’attività sportiva e il calcio che, a fronte di un aumento degli spettacoli (+14,54%) vede diminuire ingressi (-4,94%), spesa al botteghino (-5,08%) spesa del pubblico (-2,69%) e volume d’affari (-6,57%) (“Qui il merito e il demerito è della tv”, fa notare Blandini). E’ crisi per lo spettacolo viaggiante, in particolare per i parchi da divertimento che denunciano un ‘semestre nero’ (numero spettacoli -7,66%, spesa botteghino -15,06%, spesa pubblico -13,29%, volume affari -17,77%) anche se in questo caso bisogna tenere conto della forte stagionalità del settore. Mentre dal ‘Ballo e Concertini’ arrivano segnali contrastanti con più spettacoli (+4,48%) e maggiore spesa del pubblico (+2,71%), a fronte di un calo degli ingressi (-5,71%), della spesa al botteghino (-9,61%) e del volume d’affari (-8,82%). Quanto ai singoli risultati, il film che ha incassato di più nei primi sei mesi del 2013 è l’americano Iron man 3; a teatro vincono Aldo Giovanni e Giacomo con Ammutta Muddica; il top dei concerti va a Bruce Springsteen con l’appuntamento del 3 giugno al Meazza di Milano e il top della lirica lo guadagna il Nabucco di Verdi andato in scena alla Scala. Il dg Siae, comunque, non sorride: “Di positivo c’è che si riesce a resistere – conclude – ma tutto il comparto della cultura deve reagire, al settore servono regole e sostegno. Se questo non ci sarà abbiamo ancora qualche anno ma non di più”. (ANSA, 18 novembre 2013)

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