Un modello Porsche per il giornalismo investigativo. Il progetto di Pierre Omidyar, fondatore di eBay

Per Frédéric Filloux il nuovo progetto giornalistico del fondatore di eBay, Pierre Omidyar, sarà sicuramente a scopo di lucro. Le ragioni contrarie alla scelta del no-profit sarebbero due: Omidyar ha un certo fiuto per gli affari e non c’è niente di peggio della vulnerabilità finanziaria per un giornale, e il fondatore di Ebay può fornire i suoi miliardi come garanzia. In un lungo articolo sul Guardian queste intuizioni vengono argomentate.

Il progetto giornalistico è ancora senza nome, ma avrà sicuramente contenuti di qualità elevata, lo dimostra il coinvolgimento di Glenn Greenwald (l’autore dello scoop del Datagate). Oggi 18 novembre, Jay Rosen (uno dei più stimati teorici dei media) ha annunciato di aver preso parte alla startup.

Tra le possibili strategie di business, Filloux parla di un modello-Porsche, che Omydiar potrebbe scegliere per sostenere gli articoli di qualità. La casa automobilistica tedesca ha un marchio molto noto e prestigioso, ha una solida base economica (è posseduta dal gruppo Volkswagen), ma solo un miliardo di dollari dei suoi introiti proviene dalla vendita di auto, gli altri sette miliardi dei suoi ricavi annui derivano dagli investimenti finanziari in Volkswagen.

Per Filloux è una strategia realistica ed è un modello vicino anche a quello delle università americane: la maggior parte del loro denaro è investito per creare qualcosa che produca sufficiente interesse per continuare ad attrarre investimenti.

Nel giornalismo investigativo, soprattutto se pensato su scala globale, la base di abbonamenti può essere sufficiente a mantenere la sostenibilità economica. Il sito francese d’inchiesta Mediapart è un esempio: in cinque anni ha raccolto 80mila euro in abbonamenti (da 9,90 euro al mese). I profitti totali del sito sono di 400mila euro. Non sono molti ma – fa notare Filloux – il pubblico francese è un quinto di quello statunitense e la lingua inglese ha un’audience potenzialmente globale,  Omidyar potrebbe così raccogliere dai 500 agli 800mila abbonamenti e arrivare a raggiungere profitti che vanno da  dai 40 ai 60 milioni di euro.

Filloux crede, al contrario di altri osservatori dei media, che il progetto avrà una vesione cartacea, probabilmente settimanale, perché il mercato tradizionale dei media rimane un ottimo vettore per espandere il proprio pubblico.

Share on FacebookTweet about this on TwitterPin on PinterestShare on Google+

Articoli correlati

Rai, ok del Cda a Foa presidente. La nomina ora passa dalla Vigilanza

MindShare si aggiudica la gara Ferrero, top spender da 130 milioni di euro

Enel X inaugura a Vallelunga il primo e-mobility Hub dove progettare mobilità elettrica