Il ritorno della Bergamini alla comunicazione di Forza Italia. Il commento della Stampa

E’ la terza volta che il presidente Silvio Berlusconi conferisce a Deborah Bergamini la responsabilità della comunicazione per Forza Italia. Ieri l’ufficio stampa di Fi ha infatti annunciato la nomina dell’onorevole, spiegando che “Bergamini coltiverà le relazioni con i giornali, le radio e le televisioni, e si occuperà della programmazione delle presenze televisive di parlamentari di Forza Italia nei vari telegiornali e nei programmi di cosiddetto approfondimento politico”.

Dalle pagine della Stampa di oggi si trovano gli intenti strategici di questo mandato: la Bergamini agirà da ‘semaforo’ nella gestione degli spazi televisivi, selezionando i candidati più adatti a rappresentare il rinato movimento all’interno dei talk show. “Basta urla e invettive – si legge sul quotidiano – ad Arcore ora, li vogliono rassicuranti e meno incompetenti”.

Deborah Bergamini

Deborah Bergamini, Forza Italia (foto Olycom)

Ecco di seguito l’articolo pubblicato sulla Stampa di oggi, firmato da Ugo Magri:

Ora che Forza Italia è tutta sua, e ne può fare quanto più gli aggrada, Berlusconi ha un problema grosso così: non regalare ad Alfano le persone misurate e di buon senso che ancora albergano nella destra italiana. Evitare di ritrovarsi gran sacerdote di una setta estremista e fanatizzata. Smentire con i fatti di aver messo in piedi il partito «della nostalgia, del rammarico e della rabbia», come insinua abile e perfido Angelino dal salotto di Vespa. Scongiurare l’isolamento politico che è l’anticamera dell’irrilevanza, qualunque cosa tu dica o faccia non sposta una virgola. Tenere puntati su di sé i riflettori, senza precipitare nel «cono d’ombra» dove solitamente scivolano gli oppositori, i quali vengono cancellati dai «media» non appena cessano di far notizia. E il Cavaliere ben conosce (per averlo già provato) quel senso di depressione che colpisce chi è tagliato fuori dai giochi. Tra l’altro, a torto o a ragione, Berlusconi è convinto che Alfano eserciti un’influenza spropositata in Rai, nella sua triplice veste di vice-premier, di ministro dell’Interno e di capo dei «fuoriusciti». Di qui la «mission» conferita ieri a Deborah Bergamini, sua antica assistente: lanciare la controffensiva forzista sul piccolo schermo. Mettere un freno all’espansione mediatica del Nuovo centro destra. È la terza volta che Silvio le conferisce questo incarico. Rispetto alle passate esperienze, tuttavia, la Bergamini ha maturato una burrascosa esperienza in Rai, dove fu accusata (e successivamente prosciolta) di avere manipolato certi dati elettorali sfavorevoli al Cav. Insomma, ha imparato a conoscere le trappole di Viale Mazzini. Deborah farà pesare le «quote» che spettano a Forza Italia nell’ambito dei programmi, compresi quelli di approfondimento politico. Inoltre agirà da semaforo, cercando di veicolare da Vespa, da Floris e negli altri contenitori Rai, figure meno portate all’urlo o all’invettiva di quante se ne sono viste ultimamente. Non risulta ci sia una «black list» di nomi da mettere al bando, sebbene da Arcore sia scattata una sorta di «moral suasion» nei confronti dei più esagitati, fin qui tra gli ospiti fissi dei talk show. Però il mandato del Cavaliere è chiarissimo: dare la precedenza ai volti nuovi, e se proprio imberbi non sono che risultino quantomeno accattivanti, senza la bava alla bocca. Pare che i «falchetti» messi in pista dall’ala ultrà del partito gli siano piaciuti poco o punto. Lui li vuole più rassicuranti e meno incompetenti. Tra i «vecchi», Berlusconi apprezza un polemista spiritoso come Osvaldo Napoli. Tra i giovani, predilige quelli dalla faccia pulita, tipo il sindaco di Pavia Alessandro Cattaneo, o l’imprenditrice Federica Guidi, figlia dello storico vice-presidente di Confindustria. Risulta che stia svolgendo personalmente uno «screening» di moltissimi candidati, facendosi mandare pure le foto come si farebbe per un concorso di «Miss Italia» (o di «Mister Italia»), in modo da selezionare i più telegenici. Li vuole tutti professionisti, universitari, manager, dunque potenziali capaci di frenare l’emorragia di referenti sul territorio dove, poco alla volta, se ne sono andati tutti: prima con Fini, poi con Monti, adesso con Alfano che (secondo quanto risulta da fonti indipendenti) sta rastrellando non pochi amministratori locali («il tappo è saltato», brinda Cicchitto). Ieri s’è intrattenuto con un gruppo di giovani convogliati a Villa Gernetto da Marcello Dell’Utri e dal giro di Publitalia. Vent’anni fa la discesa in campo era incominciata così. Ora si annuncia una faticosa risalita.

La Stampa, 19 novembre 2013

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