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25 novembre 2013 | 15:06

In Italia la tecnologia rende meno umani ed è troppo presente. Lo dice una ricerca di Intel

Da una ricerca di Intel sull’innovazione tecnologica in Italia, è emerso che  un nativo digitale su due è convinto che la tecnologia ci renda meno umani e sia troppo presente nelle nostre vite. Le donne over 45, invece, pensano che non se ne faccia un uso sufficiente, mentre solo 7 italiani su 100 vedono il Governo come forza innovatrice.

Ecco  i dati principali delle ricerca Intel sull’innovazione tecnologica in Italia:

•     Un giovane italiano su due della cosiddetta generazione Y dei nativi digitali pensa che la società attuale si basi troppo sulla tecnologia, mentre la maggioranza, il 76%, ritiene che ci renda meno umani.
•     La quasi totalità però, il 93%, è convinta anche che ci renda la vita più semplice e migliore.
•     Un giovanissimo su due vorrebbe inoltre la tecnologia sempre più “smart”, in grado di apprendere e registrare comportamenti e preferenze. Si dichiara così disposto a rinunciare ulteriormente alla privacy e a condividere informazioni personali come la data di nascita (il 59%), i dati Gps (46%), le e-mal (59%), ma anche lo storico degli acquisti (51%) e i dati genetici (44%).
•     All’opposto, le donne italiane con più di 45 anni di età si dichiarano tecno fan incrollabili. Sono infatti tre volte più propense rispetto alle donne americane della stessa fascia di età a sostenere la tecnologia, dichiarando che non la utilizziamo abbastanza.
•     Inaspettatamente, le persone con un reddito più elevato sono più propense a condividere le loro informazioni in forma anonima e a consentire il monitoraggio delle loro abitudini lavorative.
•     In termini di innovazione hitech, l’Italia si conferma ultima tra le grandi e i paesi emergenti per tutti gli intervistati (anche gli italiani). Un dato infelice, anche perché la maggioranza (il 77% in Italia) crede che la propensione all’innovazione sia un fattore importante di benessere sociale.
•     Gli italiani sono però paradossalmente tra i primi nel mondo per passione hitech: uno su due, una percentuale elevata, dichiara di rincorrere sempre gli ultimi gingilli tecnologici.
•     All’Italia, infine, spetta un altro primato negativo: solo 7 italiani su 100 riconoscono nel Governo una forza trainante per l’innovazione tecnologica nel Paese. Peggio di noi, nessun altro.

La ricerca completa di Intel sull’innovazione tecnologica in Italia (pdf)