Approvato il nuovo statuto della Camera Nazionale della Moda italiana

Si è riunita oggi presso la sede della Camera di Commercio di Milano a Palazzo Turati, l’Assemblea Straordinaria dei Soci di Camera Nazionale della Moda presieduta da Mario Boselli, avente come ordine del giorno “L’illustrazione, la discussione e l’approvazione del Nuovo Statuto dell’Associazione”, già deliberato dal Consiglio Direttivo della Cnmi in occasione della riunione del 16 ottobre 2013.

Mario Boselli

Mario Boselli, presidente Cnmi (foto Olycom)

Il Nuovo Statuto della Camera Nazionale della Moda Italiana, spiega una nota, è stato approvato dalla grande maggioranza dei Soci presenti, senza alcun voto contrario e soli due astenuti.
A seguire, nella stessa sede, si è tenuto il Consiglio Direttivo della Camera Nazionale della Moda Italiana, che all’unanimità ha provveduto alla cooptazione di un nuovo consigliere, nella persona della Dottoressa Jane Reeve, che a partire dal 1 gennaio 2013 assumerà la carica di Amministratore Delegato dell’Associazione.
Il Consiglio Direttivo della Camera Nazionale della Moda Italiana ha espresso alla Dottoressa Jane Reeve i migliori auguri di buon lavoro.

E’ inoltre notizia della settimana scorsa che Giorgio Armani ha sciolto la riserva e ha annunciato con un breve comunicato che aderirà alla Camera nazionale della moda italiana, dopo le numerose sollecitazioni da parte dei nuovi vertici della stessa per la formazione di una squadra composta da tutti i big. Lo stilista, però, ha puntualizzato per l’ennesima volta che sarebbe giusto che “tutti i brand italiani tornino a sfilare in Italia per dare giusto lustro al nostro Paese”.

Share on FacebookTweet about this on TwitterPin on PinterestShare on Google+

Articoli correlati

Tv resta focolare domestico per il 97% delle famiglie italiane. Auditel: ma decolla la fruizione individuale

Rai, Usigrai scrive a Fico, Casellati e Vigilanza: con riproposizione di Foa per la presidenza attenzione a rischi illegittimità

M5S attacca Odg: non serve. Abolizione già sul tavolo del governo. Replica Fnsi: ritorsioni non fermeranno la stampa