La creatività media al centro del terzo incontro di Mindshare

L’esplorazione della creatività media è stato il focus del terzo appuntamento di Purple Program, organizzato il 20 novembre da Mindshare per confrontarsi con clienti e prospect sui temi più caldi della media industry.

Nello spirito degli appuntamenti Purple Program, anche con questo incontro l’agenzia ha voluto condividere alcune chiavi di lettura dei macro-trend che Mindshare ha identificato nel corso dell’anno e che saranno destinati a segnare l’evoluzione della creatività media.

Spadini Stefano

Stefano Spadini

“La tecnologia è sempre e solo un mezzo, mai il principio, mai la fine”, dice Stefano Spadini, deputy general manager dell’agenzia media. “In Mindshare crediamo che in un mondo di big data l’essere umano e le sue capacità abbiano ancora un ruolo centrale. L’evoluzione tecnologica rende sempre più centrale il ruolo dei media e amplifica la capacità di attivarli in maniera innovativa. Il confine tra creatività e media è sempre più sfumato, e possiamo dimostrare come un uso davvero creativo del media sia in grado di aumentare il valore della creatività e viceversa”.

Le case history mostrate nel corso dell’incontro hanno dimostrato concretamente come alcune aziende e i loro consulenti media abbiano saputo adattarsi e sfruttare i vantaggi di un mercato in continua evoluzione. Caratteristica comune a molte delle case history in oggetto è, infatti, la capacità di essere ‘adaptive’, cioè:
– di adattarsi al nuovo consumer journey, dove la relazione tra consumatore, media, advertising  e brand è sempre più fluida;
– di passare da un approccio integrato ai mezzi ad un approccio in cui i mezzi sono connessi tra loro; dove la chiave del successo non risiede nella mera moltiplicazione del messaggio ma nella capacità dei vari touchpoint di amplificare e approfondire il contenuto;
– di sviluppare continui learning, perchè mai come oggi è fondamentale per aziende e agenzie sapersi mettere in discussione;
– di passare da una strategia a 360° ad una a 365 giorni, in cui il dialogo con il consumatore è continuo e i KPI non sono qualcosa di statico ma sono in continua evoluzione;
– di sfruttare al massimo il potere delle partnership, perchè in un contesto in cui tutti dichiarano di poter far tutto crediamo che la chiave del successo non stia nella capacità di improvvisarsi tuttologi, quanto nella capacità di saper meglio collaborare con i vari attori del mercato.

“E dal momento che la digitalizzazione di massa è ormai realtà e permette ai consumatori di acquisire sempre più il controllo delle proprie scelte, una costante rimane attuale: il vantaggio competitivo discende dalla capacità di assorbire e far proprie le evoluzioni tecnologiche e sociali più rapidamente dei propri concorrenti, e trasformare questa conoscenza in azione più velocemente di quanto facciano i competitor”, sostiene Jack Welch, ex ceo di General Electrics.

Share on FacebookTweet about this on TwitterPin on PinterestShare on Google+

Articoli correlati

Tim, una piattaforma per il crowdfunding: salute, cultura, ambiente e società

Sky e Integer in difesa del mare con Legambiente

A Torino e Milano il corso ‘Essere in rete – Ideare, progettare, narrare e verificare l’identità digitale’