Editoria, Pubblicità

26 novembre 2013 | 18:19

Il valore pubblicitario della stampa: convegno per i 150 anni della Manzoni (VIDEO)

Per i suoi primi 150 anni la Manzoni, la concessionaria di pubblicità del Gruppo Espresso, ha organizzato un convegno allo Iulm di Milano per riflettere sul valore pubblicitario della stampa quotidiana. Un evento a cui hanno preso parte Giulio Anselmi (presidente Fieg), Vicky Gitto (group executive creative director Y&R Brands), Remo Lucchi (presidente onorario Gfk Eurisko), Ezio Mauro (direttore de La Repubblica), Giuseppe Minoia (presidente onorario Gfk Eurisko) e Lorenzo Sassoli De Bianchi (presidente Upa).

Ecco alcuni punti chiave emersi durante l’incontro.

- Giuseppe Minoia (presidente onorario Gfk Eurisko): “Nonostante le crisi e nonostante i new media, il quotidiano è ancora centrale per intercettare determinati desideri e bisogni. I desideri oggi contano più di ieri. Il quotidiano di riferimento è quel luogo dove la realtà che cambia viene meglio intercettata e messa a tema. La pubblicità su un quotidiano autorevole ha più forza e attrattiva, è più capace di creare endorsement”.

- Remo Lucchi (presidente onorario Gfk Eurisko) ha riflettuto sul valore pubblicitario dei diversi mezzi di comunicazione servendosi della mappa che suddivide la popolazione italiana in base agli stili di vita.

- Giulio Anselmi (presidente Fieg): “Non basta dire che se il quotidiano è buono si vende e arriva la pubblicità. Non è sufficiente dare notizie, bisogna vestirle, dargli senso, tenere d’occhio il proprio lettore. In una parola: avere un’identità forte. I ricavi da carta rappresentano ancora il 90%, quindi la carta va ancora fatta bene”.

- Ezio Mauro (direttore de La Repubblica): “La Manzoni in 150 anni ha assistito a quelle profezie andate a vuoto, come la morte dei giornali stampati. Il giornale fa ancora parte della realtà di un Paese, non della sua rappresentazione. Il fenomeno dell’inizio di questo secolo è senza dubbio la crescita dell’informazione. Oggi le notizie ti vengono addosso, ti seguono dovunque, ma quello che dà davvero la comprensione dei fenomeni è l’informazione organizzata”.

- Lorenzo Sassoli De Bianchi (presidente Upa): “I dati di lettura giorno-medio dei quotidiani davano 21 milioni di lettori nel 1996, nel 2013 danno 21 milioni e 200 mila. In realtà quindi i quotidiani cartacei non hanno perso, il problema è che stanno mantenendo quei lettori e ne arrivano pochi di nuovi. Bisogna farli entrare da un’altra porta”.

- Vicky Gitto (group executive creative director Y&R Brands): “Il digitale lo devi saper fare, lo devi capire e devi capire in che modo può essere rilevante per la tua marca, altrimenti butti via gli investimenti. Da comunicatore credo che oggi se c’è un grosso vuoto sia quello dei visionari, ossia quelli che riescono a sentire la marca e riescono a capire le leve principali”.

Scarica la ricerca Eurisko sul valore pubblicitario della stampa quotidiana (.pdf)