Ecco le pene che rischia Berlusconi

(ANSA) Quattro anni, di cui tre coperti da indulto, inflitti dalla Cassazione per la vicenda Mediaset e sette anni di reclusione inflitti dal Tribunale di Milano per il caso Ruby. Sono queste le due condanne, di cui la prima definitiva, che al momento gravano sulla fedina penale di Silvio Berlusconi, il leder di Forza Italia nei cui confronti oggi viene votata la decadenza da senatore con la conseguente perdita dell’immunità parlamentare. Anche se, come è stato ribadito più volte dai suoi legali, “è irrealistica” l’ipotesi che vada in carcere, meno irrealistica è l’eventualità che il Cavaliere, alla fine dei processi che nei prossimi mesi dovrà affrontare, si possa ritrovare a dover scontare una pena considerevole. Nel concreto, facendo i calcoli, il procedimento con al centro la giovane marocchina, per il quale è stato ritenuto colpevole di concussione per costrizione e prostituzione minorile, entro la fine dell’anno prossimo dovrebbe aver passato il vaglio dei giudici di secondo e di terzo grado. Infatti la Corte d’Appello di Milano dovrebbe fissare il dibattimento attorno a Pasqua e potrebbe chiuderlo in poche udienze trattandosi di un unico imputato. La Suprema Corte, per le sue determinazioni, salvo colpi di scena, dovrebbe impiegare una sola udienza. Nella peggiore delle ipotesi per Berlusconi, e cioè quella in cui la sentenza di primo grado venga confermata anche in secondo e in terzo grado, l’ex capo del Governo si troverebbe a dover espiare, e questa volta in detenzione domiciliare, una pena complessiva di 11 anni: ai sette anni si aggiungerebbero – a meno di una revisione – i quattro, e non più uno, inflitti per la frode fiscale Mediaset, in quanto la seconda condanna passata in giudicato cancella i tre anni al momento condonati. Infatti, i reati contestati per il caso Ruby sarebbero stati commessi nel 2010 e la legge 241 del 31 luglio 2006, recita: “Il beneficio dell’indulto è revocato di diritto se chi ne ha usufruito commette, entro cinque anni dalla data di entrata in vigore della presente legge, un delitto non colposo per il quale riporti condanna a pena detentiva non inferiore a due anni”. Dunque, in base a ciò, il ragionamento porta all’ipotesi, e si sottolinea ipotesi, di un cumulo pena di 11 anni. Il che comporta, qualora sia stato già concesso, la revoca dell’affidamento in prova ai servizi sociali di un anno per la vicenda della compravendita dei diritti tv e il ricalcolo sui 4 anni definitivi, scalando i mesi già espiati. E se così fosse, tra la fine del 2014 e la prima metà del 2015, Berlusconi si troverebbe a dover scontare oltre 10 anni, verosimilmente in detenzione domiciliare perché ha superato i 70 anni. Tutto ciò al netto dei procedimenti aperti a Napoli e a Bari e alla nuova inchiesta che entro Natale dovrebbe essere avviata dalla Procura di Milano e nella quale, sempre nella peggiore delle ipotesi, il Cav potrebbe essere iscritto per corruzione in atti giudiziari (si applica la pena della reclusione da tre a otto anni) per aver pagato Ruby e parecchie testimoni ai tempi ospiti alle feste ad Arcore. Vicenda che, se non dovesse più godere dell’immunità parlamentare, potrebbe essere ‘pericolosa’ per il Cavaliere e in ipotesi portare anche a una richiesta di arresto che però, vista l’età, non dovrebbe essere in carcere. Nel processo napoletano, che si aprirà il prossimo 11 febbraio, il leader di Forza Italia risponde di corruzione, reato punito con una pena che va dai 2 ai 5 anni di reclusione, per la compravendita di senatori mentre nell’inchiesta appena chiusa dai pm baresi, gli è stato contestato il reato di induzione – di Gianpaolo Tarantini – a non rendere dichiarazioni o a rendere dichiarazioni mendaci all’autorità giudiziaria (art. 377 bis codice penale) punito con la reclusione da due a sei anni. Questo, quindi, è il quadro generale anche se va rimarcato in primo luogo che il ragionamento è del tutto ipotetico e, in secondo luogo, che la storia processuale del leader di Forza Italia è in gran parte ancora da scrivere. (ANSA, 27 novembre 2013)

Silvio Berlusconi (foto Olycom)

Silvio Berlusconi (foto Olycom)

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