I produttori televisivi contro il contratto di servizio Rai: “Delude e non supporta la concorrenza”

(ANSA) “Il contratto di servizio elaborato ci provoca delusione. Ci aspettavamo uno schema che andasse incontro alla produzione televisiva indipendente e considerasse la Rai come promotore dell’evoluzione dell’industria audiotelevisiva indipendente, così come accade negli altri Paesi europei. L’attuale schema invece di promuovere la produzione dei produttori indipendenti fa un passo indietro”. E’ quanto afferma il presidente dell’Apt, l’associazione produttori televisivi, Fabiano Fabiani, che oggi è stato ascoltato in commissione di Vigilanza Rai, nell’ambito delle audizioni sul nuovo contratto di servizio Rai. Secondo Fabiani, accompagnato da altri rappresentanti dell’associazione, “manca una disposizione atta a garantire l’effettivo adempimento da parte dell’emittente dell’obbligo di comportarsi secondo equità nelle negoziazioni. In definitiva, il contratto non chiede alla Rai di recepire lo spirito della normativa europea che invita a sostenere lo sviluppo del mercato e dei contenuti in modo concorrenziale e pluralista”. Altro punto sul quale i produttori indipendenti hanno puntato il dito è quello del conflitto d’interesse nella realizzazione di prodotti destinati alla tv, dove – riferisce Fabiani – i “grandi agenti di attori chiamati per delle produzioni esigono di essere anche i produttori del programma. Un tema che riguarda solo l’Italia”. “Non abbiamo mai affrontato il conflitto d’interessi – aggiunge il vicepresidente dell’associazione Carlo degli Esposti -. Non c’è stata volontà legislativa di aumentare la concorrenza della produzione indipendente televisiva”. (ANSA, 27 novembre 2013)

Fabiano Fabiani (foto Olycom)

Fabiano Fabiani (foto Olycom)

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