Editoria

04 dicembre 2013 | 17:24

Wired, da magazine a sistema multimediale per parlare di innovazione in Italia (VIDEO)

Con l’arrivo lo scorso 1° giugno del nuovo direttore, Massimo Russo, Wired Italia mette a punto il ‘sistema Wired’: digitale, live, magazine, presentato oggi in conferenza stampa a Milano. Il mensile di Condé Nast sceglie un approccio digital first e multipiattaforma e guarda al presente più che al futuro remoto, va oltre i confini della tecnologia e di internet e abbraccia l’innovazione nei settori dell’economia, della salute, del benessere e dello sport. Lo fa non solo attraverso il racconto – spiega una nota – ma fornendo informazioni preziose e strumenti utili, con l’obiettivo di occupare lo spazio dell’intelligent & cool life e di posizionarsi, quindi, in un’area che raggiunge sia l’utenza consumer sia quella business. Cambia anche il payoff di Wired, che diventa ‘Make in Italy. Inventa, sbaglia, innova’.

“La relazione di fiducia con la comunità che Wired rappresenta è costruita anche attraverso i diversi linguaggi e strumenti con i quali interagisce: il sito web, i social network, la dimensione video, l’interactive replica su tablet, il magazine, le estensioni fisiche e virtuali del brand, come il Wired Next Fest, gli eventi verticali, i format televisivi che nel 2014 saranno una presenza forte”, dice Massimo Russo. “Il nuovo Wired riparte dall’idea che nell’Italia del 2014 l’innovazione sia all’incrocio tra la ricerca della felicità e il sano disprezzo per l’impossibile che muovono chi decide di fare, di non rassegnarsi”.

Il nuovo Wired – continua la nota – va oltre la ‘testata multipiattaforma’: il sito e la rete diventano il punto di partenza nella costruzione del magazine. Non si tratta solo di anticipare sul web i contenuti del giornale, significa essere disposti  a condividere idee e spunti con i lettori. La testata diventa dunque una piattaforma aperta, open source.

“Il nuovo Wired.it che nasce multiscreen per offrire la stessa qualità di user experience su pc, tablet e mobile, rappresenta lo straordinario hub digitale sul quale articoleremo la strategia digital first del nuovo corso di Wired”, dice Marco Formento, senior vice president digital di Condé Nast. “Siamo convinti che questo nuovo modo di pensare e le connessioni con lettori e utenti ci permetterà di raggiungere risultati record di interazioni digitali e quindi traffico, dopo il successo della interactive replica l’anno scorso”.

Accanto al nuovo concept del brand è stato studiato anche un nuovo impatto visivo: i prodotti esploderanno in pagina, la grafica sarà semplificata, con una migliore leggibilità e con servizi radicati nel tempo presente. Il magazine sarà ricco di strumenti utili e con una nuova periodicità, 10 numeri all’anno. Il nuovo Wired ricorrerà sempre più spesso all’infografica, a nuovi format che vanno oltre il testo, ai reportage a fumetti, come avviene nel numero di dicembre con il primo Wired Comix dedicato al caso Stamina.

Le nuove sezioni:
Now: il quadro di tutti i fatti più rilevanti del passato e futuro prossimo, sui quali Wired prende posizione.
Next: innovazione, inventori, cultura, tendenze, divertimento, web, greentech, scienza, quello che ci aspetta domattina.
Economix: uno sguardo oltre i mercati. Un focus sull’innovazione, le tendenze economiche mondiali, la realtà dei mercati italiani e la finanza personale.

La copertina del primo numero del nuovo Wired

La copertina del primo numero del nuovo Wired

Data: tutti i numeri del mondo, il Data Journalism, la digitalizzazione dei dati e lo sviluppo di Internet. Tanti numeri che rendono di rapida comprensione anche concetti complessi.
Test: le prove dei migliori gadget.
Uaird: anche le forme di intrattenimento e di relax si evolvono e rinnovano senza sosta, in questa sezione tutto quel che può divertire i lettori e le lettrici con leggerezza e autoironia.

Tra i nuovi rubrichisti, Alberto Mingardi dell’Istituto Bruno Leoni, Stefano Feltri, Marco Fratini e Marco Malvaldi che si aggiungono agli altri editorialisti: Alessio Balbi, Massimo Banzi, Samantha Cristoforetti, Tea Hacic Vlahovic, Antonio Spadaro, Jacopo Tondelli e Zerocalcare.
L’approccio digital first ruota necessariamente intorno al sito di Wired che, a ottobre, ha raggiunto la soglia dei 2 milioni di utenti unici/mese (dato censuario), rappresentando un vero e proprio riferimento per gli innovatori in Italia.
Unendo la propria natura all’attualità e alla notizia, anche Wired.it si sta rinnovando, con uno sguardo molto attento a tutto ciò che è futuro, a partire da una nuova grafica essenziale e con un approccio mobile first, fino alla realizzazione di un’area video e alla costruzione di banche dati per fornire strumenti di consultazione (start up, aziende, ranking e tendenze dell’economia digitale): il più evoluto sistema editoriale intorno a un brand digitale. In tutte le pagine si potrà poi seguire l’attività del resto del sito con notifiche che segnaleranno la pubblicazione di nuovi contenuti.

E ancora la novità degli articoli ‘on fire’: i post più condivisi – continua la nota – verranno segnalati con l’icona del fuoco. Il menù di navigazione è legato agli hot topics e consente di aggregare una serie di contenuti rilevanti.

A proposito di dati arriva Wired Next Index, un nuovo strumento metodologico utile a esaminare i numerosi fattori che svolgono una funzione centrale nell’innovazione.

Il Wired Next Index e le sue declinazioni sono calcolati sulla base di un algoritmo messo a punto da un comitato scientifico del quale fanno parte studiosi e ricercatori dell’Università Statale di Milano e dell’Università Luigi Bocconi. È un indice sintetico composto da due tipi di dati: alla base una prima serie di indicatori tradizionali che permette di misurare la crescita economica, l’occupazione, l’eccellenza e l’impatto della ricerca, l’imprenditorialità e il ruolo globale degli italiani. L’elemento più caratterizzante e unico del Wired Next index è, però, la sua seconda componente, quella prodotta dalla ponderazione dei segnali della rete (dal sentiment dei social network all’analisi dei big data delle pagine di blog e altre pubblicazioni per interpretare e misurare ciò che viene discusso online). Questa seconda parte permetterà a Wired di produrre un monitoraggio molto approfondito – e quasi in tempo reale – delle variazioni del desiderio del Paese di tornare a crescere. L’indice diventerà un appuntamento quotidiano anche su Wired.it e sarà declinato su scala geografica: come avviene con il meteo, ogni giorno Wired misurerà la temperatura della volontà di intraprendere in tutte le province italiane. Nel corso del 2014 il Wired Next Index avrà un’installazione fisica. A fianco al Wired Next Index, Wired seleziona i propri campioni con il Ranking delle Piccole Imprese Innovative: secondo Wired Italia per il 2014 saranno 10, selezionate da una shortlist di 50; e infine, con la Classifica degli Innovatori Under 35: da una shortlist di 50 nomi preselezionata da Wired tra imprenditori, artisti, ricercatori e studiosi innovativi, saranno nominati i 10 innovatori Wired per il 2014. La selezione è stata effettuata da una giuria formata da Nerio Alessandri (presidente di Technogym), Silvana Annicchiarico (direttrice del Triennale Design Museum di Milano), Selene Biffi (startupper), Cristiana Collu (direttrice del Mart di Rovereto), Mauro Del Rio (fondatore e presidente di Buongiorno), Massimiliano Magrini (venture capitalist), Stefano Micelli (professore di economia all’Università Ca’ Foscari di Venezia), Enrico Moretti (economista all’Università della California – Berkeley), Cristina Tajani (Assessore alle politiche per il lavoro, sviluppo economico, università e ricerca del Comune di Milano), Licia Troisi (scrittrice) e Alessandro Vespignani (docente di fisica, informatica e scienze della vita alla Northeastern University, Boston).

A condividere fin da subito lo spirito innovativo del progetto, il suo valore e tutti gli obiettivi, è SisalPay, partner unico di Wired Next Index.

Dopo il successo della prima edizione del Wired Next Fest, il brand s’impegna inoltre nello sviluppo di eventi live per rafforzare il legame dei lettori con il ‘sistema Wired’. Le iniziative si concentreranno a Milano, dove è confermata l’edizione 2014 del Wnf.

Il lancio del nuovo sito di Wired Italia è accompagnato da una operazione viral al 100%, inusuale e creativa, dedicata al target della rivista: #wiredinvaders! Gli utenti, richiamati attraverso una call to action sul web e sui social network, potranno partecipare a questo ‘gioco nascosto’: digitando all’interno del motore di ricerca di Wired.it la keyword ‘Space Invaders’ atterreranno, a sorpresa, all’interno di una secret landing page invasa da uno dei più celebri giochi arcade di tutti i tempi, ‘Space Invaders’ appunto. La redazione sosterrà i gamers con special gift quali i retweet dei risultati migliori e, occasionalmente, con omaggi di abbonamenti digitali per gli utenti che si distingueranno con punteggi particolarmente elevati. Wired Invaders è multidevice: si potrà giocare anche su mobile e tablet.

Wired si colloca sempre di più come manuale di istruzioni per il mondo nuovo, come strumento per guardare avanti con positività.

 

‘È Ora’: il manifesto di Wired per l’Italia

“Il nostro tempo è ora. Non domani, non tra un po’”, dice il direttore Massimo Russo nel suo editoriale del numero di dicembre. “È il momento di coniugare il futuro al presente e di rimettersi in moto, senza chiedere permesso. Abbiamo condensato questo spirito nel decalogo ‘È Ora’, che appare in testa al giornale. È il manifesto di Wired per l’Italia e al tempo stesso la nostra bussola”.

1. L’innovazione non è tecnologia, è cultura.

2. L’innovazione non chiede permesso. Premia il merito, non ha timore di cannibalizzare se stessa.

3. La crisi è insuperabile solo per chi guarda al presente con gli occhi del passato.

4. Non ci accontentiamo della decrescita felice.

5. La distinzione tra reale e virtuale non esiste. Il digitale è il nostro mondo.

6. Riscattiamo il fallimento: l’importante non è restare in piedi, ma la velocità con cui ti rialzi.

7. In Italia hacker e maker ci sono da dieci secoli: si chiamano artigiani.
È questa la terza rivoluzione industriale.

8. Le nostre eccellenze restano isole. Servono nuove mappe per metterle in rete e realizzare
le condizioni per ripartire.

9. Lo sviluppo comincia dagli spazi urbani locali e globali, crocevia dell’innovazione,
luoghi dell’economia creativa.

10. Il futuro è presente.