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04 dicembre 2013 | 17:45

La Russia lancia lo ‘YotaPhone’ a doppio schermo e sfida gli Usa

(ANSA) ”Alla Apple si saranno innervositi?”. Scherza il premier Dmitri Medvedev, noto patito dell’azienda di Cupertino, quando riceve in pompa magna nella sua residenza fuori Mosca lo YotaPhone, primo smartphone ‘made in Russia’ con la novita’ del doppio schermo. Una sfida tecnologica agli Usa, anche se per ora i pezzi sono d’importazione americana, compreso il sistema operativo Android (Google) mentre l’assemblaggio viene effettuato in Cina. La progettazione pero’ e’ interamente russa. E l’innovazione appare accattivante, grazie al secondo schermo posteriore in bianco e nero a basso consumo di batteria basato sulla tecnologia dell’inchiostro elettronico (e-ink), quella degli e-reader come il Kindle, che consentira’ la lettura di libri ma anche dell’ora, del meteo, dell’agenda, di messaggi, mappe o flussi di informazioni provenienti dalla reti sociali senza dover ”svegliare” ogni volta il telefonino. I produttori sostengono che anche in caso di batteria scarica lo schermo a inchiostro elettronico continuerà a mostrare le informazioni memorizzate. L’obiettivo era quello di ”ripensare la nostra relazione con lo smartphone”, ha spiegato in inglese e in jeans Vlad Martinov, direttore generale del produttore Yota Devices, gia’ presente sul mercato dei modem. Gli utilizzatori dei telefonini multifunzione, ha sottolineato, riattivano in media il proprio smartphone almeno 150 volte al giorno: un gesto che richiede attenzione ed energia e che puo’ essere ridotto col nuovo YotaPhone. L’apparecchio, dal prezzo di 499 euro, sara’ lanciato da questo mese in Russia e in Germania nei negozi, e in altri tre Paesi europei on-line (Francia, Spagna e Austria). Da gennaio sara’ disponibile in altri cinque Paesi europei (tra cui la Gran Bretagna) e del Medio Oriente. Poi, durante i primi tre mesi del 2014, sara’ venduto anche in altri nove Paesi, tra cui la Svizzera e l’Egitto. Per il momento non e’ prevista la commercializzazione negli Usa e in Asia. L’ironica diffidenza di Medvedev, nonostante la modernizzazione sia un suo cavallo di battaglia, sembra condivisa per ora anche dagli utenti dei forum tecnologici, dove i commenti oscillano tra ”Il solito tarocco cinese” e ”l’Apple dei poveri”. Il diffuso orgoglio patriottico sembra infrangersi di fronte all’innovazione tecnologica ‘made in Russia’: in effetti i piu’ recenti tentativi di diventare competitivi sono in parte naufragati, dal superjet 100 di Sukhoi, che stenta a decollare nel mercato, all’auto ibrida dell’oligarca Mikhail Prokhorov, rimasta un prototipo collaudato da Putin. Forse pero’ lo YotaPhone puo’ essere il primo passo per entrare da protagonisti nel mercato mondiale dell’hi-tech, dimostrando che in Russia ci sono ancora ”teste d’uovo”. (ANSA, 4 dicembre 2013)