Editoria

05 dicembre 2013 | 15:24

Michele Acquarone (Rcs Sport): “Mai preso un euro, ricorrerò contro il licenziamento”

(MF-DJ) Non ho mai preso un euro, ho sempre lavorato con il massimo impegno e con ottimi risultati e ignoro percio’ le ragioni per cui Rcs ha voluto individuare in me il capro espiatorio di una situazione che il perdurante silenzio da parte del gruppo lascia intendere come estremamente delicata e grave”.

A dirlo e’ Michele Acquarone, ex dg di Rcs Sport, nella conferenza stampa convocata dopo la lettera di licenziamento ricevuta qualche giorno fa dalla controllata del gruppo Rcs che opera nel settore degli eventi sportivi, in particolare il Giro d’Italia.

Acquarone era stato sospeso, insieme all’ad Giacomo Catano e al direttore diritti e relazioni esterne, Matteo Pastore, ‘in via cautelativa’ il 1° ottobre, a seguito dell’audit interno in merito alla natura di alcune transazioni bancarie svolte con associazioni collegate a Rcs Sport, che avrebbero determinato un ammanco di circa 10 milioni nel bilancio della societa’. All’inizio di novembre trapela la notizia dell’apertura di un fascicolo d’indagine dalla Procura di Milano su un presunto buco milionario nei conti di Rcs Sport: il procuratore aggiunto Francesco Greco e il pm Adriano Scudieri indagano sull’ipotesi di appropriazione indebita a seguito di due esposti presentati in Procura.

Nella conferenza stampa di oggi, Acquarone, che ha sottolineato di “non aver ricevuto alcuna notifica da parte della Procure” per cui “per quanto ne so non sono indagato”, ha spiegato che la motivazione del licenziamento non consiste nell’accusa di aver “rubato”, bensi’ per omissione, la societa’ sostiene cioe’ che lui avrebbe “potuto e dovuto impedire che certe irregolarita’ accadessero”.

In ogni caso, ha concluso l’ex dg, “ripongo totale fiducia nell’indagine penale in atto e nella causa di lavoro imminente, al fine di accertare la mia totale estraneita’ agli illeciti commessi in Rcs” e “da parte mia faro’ tutto quanto possibile per aiutare l’autorita’ giudiziaria a far luce su tutte le responsabilita’, comprese quelle legate alla gravissima diffamazione compiuta, senza alcuna ragione, ai miei danni”. (Dow Jones, 5 dicembre 2013)