Editoria, Editoria

05 dicembre 2013 | 15:27

Le librerie online sono il primo canale di vendita per i piccoli editori (RICERCA)

(ANSA) Il primo canale di vendita per i piccoli e medi editori sono le librerie online dove pesano, al netto di Amazon, per l’11,9%. Mentre l’incidenza sulle librerie indipendenti è del 9,9% e su quelle di catena è del 7,4%. E’ la sorpresa che viene dall’indagine Nielsen presentata a ‘Più libri più liberi’, la Fiera nazionale della piccola e media editoria che si è inaugurata oggi e si concluderà l’8 dicembre al Palazzo dei Congressi dell’Eur con 374 espositori, 310 eventi e 900 ospiti. Per “improvvisi impegni istituzionali” non hanno potuto partecipare all’apertura, come previsto, il ministro dei Beni Culturali Massimo Bray e il presidente del Senato, Pietro Grasso che ha inviato un messaggio in cui ha “ringraziato gli editori presenti per il contributo che con il loro coraggio imprenditoriale sanno offrire alla formazione di una società più consapevole, più matura, e quindi più libera”. Ma, “lo spostamento verso l’online delle vendite dei piccoli editori -ha fatto notare il presidente dell’Associazione Italiana Editori, Marco Polillo – potrebbe essere dovuto non solo a una maggiore familiarizzazione del pubblico alle vendite sul web ma anche, e questo sarebbe in prospettiva molto pericoloso, a un minore assortimento nelle librerie della produzione dei piccoli”. Dai dati emerge che piccoli e medi perdono meno dei grandi in termini di fatturato, “salvati” dai libri per ragazzi. Così se peggiora l’andamento del mercato complessivo del libro che a fine ottobre registra un -6,5% a valore (circa 65 milioni di euro in meno rispetto allo stesso periodo del 2012 nei canali trade) quello dei piccoli editori registra un -5,3% a valore. L’indagine fotografa il mercato del libro (venduto, a prezzo di copertina) nei canali trade (librerie, online, grande distribuzione) fino a fine ottobre e, nello specifico, indaga il segmento della piccola e media editoria con campione i circa 400 editori espositori di Più libri più liberi. In generale, è’ un – 13,8% rispetto al 2011 (circa 151 milioni di euro in meno). E’ però solo un -2,1% a copie. Se poi si esclude la grande distribuzione si ha una perdita a valore leggermente inferiore (-6%) e un calo a copie decisamente più basso (-4,2%). E, anche per il 2013 maggio si conferma l’unico mese positivo nell’arco dell’anno. “Purtroppo – ha spiegato Polillo – anche questi dati mantengono quel trend negativo cominciato da alcuni anni” ma ha anche incoraggiato a considerare “la forza dirompente della cultura”. Lidia Ravera, assessore alla cultura della Regione Lazio, ha insistito sull’importanza di ampliare il numero dei lettori invitando a donare libri a Natale che “sono un regalo doppio” e l’assessore alla cultura di Roma Capitale, Flavia Barca, ha portato i saluti del sindaco Ignazio Marino insistendo sull’importanza di “ricordare che fare cultura vuol dire produrre sviluppo”. Dalla ricerca si vede come sia maggiore il peso dei libri per ragazzi con il 14,6% (era il 13,3% nel 2012) delle vendite. Perde qualcosa la fiction straniera (25%, era il 25,4% nello stesso periodo del 2012), cresce quella italiana con un 14,1% (era il 13,8% nel 2012) così come riprende quota la saggistica (17,3%, era al 17,1% nel 2012). In calo la non fiction pratica (guide, libri per il tempo libero che passa dal 16 al 15,1%) e la non fiction specialistica (testi di management, business) che passa dal 14,5 al 14%. La piccola editoria, che copre tra l’8 e il 9% del mercato del libro, perde però, confermando anche il trend generale, più dei grandi editori a copie, meno a valore. Dai dati, da cui è esclusa la grande distribuzione, si vede che i piccoli perdono – 6,2% a copie e un -5,3% a valore. Questo perché i prezzi dei piccoli editori sono in media più alti di quelli dell’anno scorso. E’ boom invece dei libri per bambini con il 24,1% delle copie vendute: cioè uno su quattro delle copie di libri venduti dai piccoli editori sono libri per bimbi. A valore la percentuale si abbassa al 18,3%. I ragazzi crescono a copie del 7,7% rispetto al 2012, del 13,5% a valore. Segno più anche per la saggistica (con un +0,4% a valore). Tutti gli altri generi registrano cali anche molto importanti: -28% la fiction italiana, -14,6% quella straniera, – 5,7% la fiction pratica, – 3,5% quella specialistica.(ANSA, 5 dicembre 2013)

Scarica il comunicato Aie con la sintesi della ricerca (.doc)