In corso il dibattito tra le istituzioni europee sulla protezione dei dati

In anticipo rispetto all’incontro tra i ministri della giustizia dell’Unione europea previsto nella seduta del Consiglio del 6 dicembre, una coalizione di organizzazioni europee, rappresentanti degli interessi dei giornalisti e degli editori, ha rilasciato una dichiarazione congiunta per richiamare l’attenzione dei ministri, criticando i progetti di riforma sul tema della protezione dei dati di cui si sta attualmente dibattendo,  che avrebbero fallito l’obiettivo primario di proteggere la libertà di stampa e le fonti giornalistiche.

La coalizione ha sollevato preoccupazioni soprattutto per l’approccio adottato dal Comitato per le libertà civili del Parlamento europeo che si è concretizzato nel testo emerso dall’ultimo Consiglio contenente la bozza del regolamento per la protezione dei dati generali.

Secondo la Commissione europea, una riforma integrale e aggiornata (il testo risale al 1995) sulla protezione dati sarebbe in grado di rafforzare i diritti sulla privacy online e dare una concreta spinta allo sviluppo dell’economia digitale europea. In questo senso si spera che un singolo, organico, provvedimento possa arginare l’attuale frammentazione e gli eccessivi costi amministrativi e che possa seriamente incentivare la crescita, il lavoro e l’innovazione in Europa.

Gli esiti della trattativa formale tra le istituzioni del cosiddetto triangolo, costituito dal Consiglio, dal Parlamento europeo e dalla Commissione, sono ancora incerti, dunque non è chiaro se si riuscirà a raggiungere un accordo su una bozza del regolamento entro aprile 2014, prima cioè che si aprano le elezioni per la composizione del prossimo Parlamento europeo.

Share on FacebookTweet about this on TwitterPin on PinterestShare on Google+

Articoli correlati

Rai: assemblea su Cda aggiornata al 27 luglio

Rtl 102.5, accordo con Scf per la diffusione della musica in radio e multipiattaforma

Rai, Fico: il nuovo cda deve essere indipendente. Il servizio pubblico è dei cittadini, non del Governo