09 dicembre 2013 | 11:44

‘Più libri più liberi’: 6,5 milioni di libri venduti in 9 mesi sulle librerie online

Sei milioni e mezzo di libri di carta sono passati tra gennaio e settembre 2013 dagli store on-line che operano in Italia, per un valore di 88,5 milioni di euro. Ecco quanto vale l’online in Italia secondo i dati GfK presentati nel corso dell’incontro organizzato dall’Associazione Italiana Editori a ‘Più libri più liberi’, la fiera nazionale della piccola e media editoria che si è chiusa l’8 dicembre al Palazzo dei Congressi dell’Eur a Roma.

Per quanto riguarda l’uso di internet in Italia i valori sono importanti ma scontano ancora le possibilità di crescita ulteriore di internet nel nostro paese, dato che solo poco più della metà degli italiani oggi lo usa. È il 58% in Italia, il 93% in Olanda, l’84% in Gran Bretagna, l’83% in Germania. I margini di crescita dell’e-commerce in generale, e di quello del libro fisico in particolare, rimangono dunque molto alti. Specie nelle fasce più giovani della popolazione.

L’analisi del mercato del libro in Italia fa poi registrare, da gennaio a settembre 2013, una perdita di valore nei canali trade, secondo GfK (che rappresenta la totalità del canale e-commerce), il -4,6%. L’on-line invece vale il 12,2% delle vendite dei libri nei canali trade. E’ un dato che in termini di trend però cresce del 3,8% a valore rispetto allo stesso periodo del 2012 (gennaio e settembre). Ed è anche l’unico canale di vendita di libri fisici che fa segnare un valore positivo: nello stesso periodo, sempre secondo GfK, le librerie indipendenti perdono il -7%, le catene il -4,1% e la grande distribuzione il -7,3%.

L’online si conferma quindi il canale in cui i piccoli editori pesano di più in termini di titoli movimentati. Dei 360mila titoli movimentati dalle case editrici italiane nei canali trade (librerie indipendenti e di catena, librerie on-line, grande distribuzione organizzata) il 66% sono di editori indipendenti. Questa percentuale sale però al 73% nelle librerie on-line, che, potendo gestire tutto il catalogo dei libri in commercio, rappresentano sempre più una delle forme di vendite a cui i lettori della piccola editoria possono rivolgersi per procurarsi i libri di questi marchi editoriali.

A titolo di raffronto, fatto pari a cento il numero di titoli (referenze) movimentate nelle librerie indipendenti, questo valore scende al 67%. Un peso certo importante, ma che delinea i cambiamenti in atto nei modi in cui il lettore, spesso forte e qualificato culturalmente, sta cambiando i suoi comportamenti d’acquisto.