Editoria

13 dicembre 2013 | 17:16

Rossi (Fnsi): “Bisogna capire la legge sull’equo compenso”

(AGI) Sull’efficacia dell’equo compenso “dipende da come leggiamo la legge”. Lo ha detto, oggi pomeriggio, a Montesilvano, il presidente della Federazione Nazionale Stampa Italiana (Fnsi) Giovanni Rossi, a margine del convegno “Giornalisti: quale equo compenso?”. “La legge – ha proseguito Rossi – dice che gli editori che non si atterranno ai criteri stabiliti dalla commissione non potranno avere finanziamenti pubblici. Si tratta di vedere cosa si intende e ci sono due interpretazioni che creano dei problemi”. “La prima – ha spiegato il vertice della Fnsi – e’ che verrebbero escluse dai finanziamenti solo le aziende che ricevono denaro diretto, cioe’ le piu’ marginali; l’altra secondo cui tutte le aziende che non rispettano quei criteri saranno escluse da tutti i finanziamenti che possono venire dallo Stato, includendo anche gli ammortizzatori sociali. Questo creerebbe dei problemi perche’ aziende in crisi reale vedrebbero negarsi lo stato di crisi e quindi gli ammortizzatori sociali per i dipendenti. Il rischio della seconda interpretazione – ha aggiunto Rossi – sarebbe quello di un conflitto tutto interno alla categoria. Siamo su un terreno molto difficile, certamente bisogna fare in maniera che non succeda come la legge 150 sugli uffici stampa negli enti pubblici”. Il presidente ha ricordato quella che ritiene la soluzione corretta, cioe’ la proposta presentata dall’Fnsi, affinche’ “il collaboratore venga pagato anche piu’ del dipendente, ma ovviamente questa posizione non piace agli editori. Questo perche’ in Italia piu’ che di freelance inteso in senso classico siamo in presenza di lavoratori precari o in nero”. L’obiettivo degli editori secondo Rossi “e’ usare i collaboratori come fossero dipendenti, ma pagandoli di meno”. (AGI, 13 dicembre 2013)