Comunicazione

24 dicembre 2013 | 14:00

Snowden: “Volevo cambiare la società, non voglio far chiudere l’Nsa. La missione è compiuta”

(TMNews) – “Io ho già vinto”. Parola di Edward Snowden, l’ex contractor della National Security Agency (Nsa), una delle agenzie d’intelligence degli Stati Uniti, che la primavera scorsa ha innescato una bomba mediatica e politica consegnando al quotidiano britannico Guardian e all’americano Washington Post informazioni riservate che mostravano come Washington tenesse sotto controllo le conversazioni degli americani e dei leader mondiali.

Per la prima di persona da quando ha ottenuto asilo politico in Russia, lo scorso 1 agosto, la talpa ha acconsentito a concedere un’intervista proprio al Washington Post, un’intervista fiume, durate 14 ore.

“Non sto lavorando per fare chiudere la Nsa, ma per migliorarla, lo sto ancora facendo, gli unici che non lo capiscono sono loro.
Chi mi accusa di slealtà, travisa il mio obiettivo”, ha detto Snowden, che ha contribuito a portare alla luce il maxi programma di intercettazioni e un sistema di sorveglianza senza precedenti, avviato dopo gli attentati dell’11 settembre 2001.

Edward Snowden (foto Wired.com)

Edward Snowden (foto Wired.com)

Quello che è riuscito a fare è stato mettere in discussione il lavoro della Nsa, che ha dovuto fronteggiare la crisi di credibilità peggiore della propria storia, e costringere l’amministrazione americana a difendersi e giustificarsi agli occhi dei cittadini e degli alleati. “Quando si fa una cosa del genere ci si rende conto che non c’è un modello, che si va alla cieca”, ha raccontato Snowden, sottolineando però che “quando si considera l’alternativa, ovvero non fare nulla, si capisce che è meglio fare qualcosa piuttosto che rimanere immobili”.

Le implicazioni di quello che Snowden ha fatto sono state enormi a livello politico (fortissimi gli imbarazzi diplomatici, come gli attriti con il cancelliere tedesco Angela Merkel) e tecnologico, con i colossi della Silicon Valley, da Google a Microsoft e Yahoo, costrette a spiegare che ruolo avevano avuto nella raccolta dei dati da parte della Nsa e in che misura le informazioni dei clienti erano tutelate e preservate.

Secondo Snowden non è questione di capacità, ma di determinazione: “Non ho capacità uniche, né un angelo sceso dal cielo. Il fatto è che io avevo le capacità, ma anche ogni altra persona attorno al mio stesso tavolo (alla Nsa) le aveva, solo che non avevano intenzione di agire. Quindi qualcuno doveva farlo per primo”, ha detto.

Il punto dunque non è la sua lealtà agli Stati Uniti, che dal suo punto non è in discussione: “Non ci sono prove per tutte quelle accuse che io ho legami con la Russia, la Cina o qualunque altro Paese che non siano gli Stati Uniti. Non ho rapporti con il governo russo, non ho accordi con loro”, ha detto l’ex consulente.

24 dicembre 2013