Scelte del mese

27 dicembre 2013 | 10:13

Zeroviolenzadonne.it cerca sostegno

Quando hanno cominciato – a febbraio saranno cinque anni – il tema della violenza contro le donne non aveva certo lo spazio che, nel frattempo, ha guadagnato sui principali media. Comprensibile, se si pensa che la prima indagine Istat sul fenomeno, così diffuso quanto sommerso, è datata soltanto 2006, mentre in altri Paesi consapevolezza e monitoraggio del fenomeno erano già molto più avanzati. Da allora Zeroviolenzadonne.it, la piccola pattuglia guidata da Monica Pepe, ha scommesso sull’idea di uno spazio on line per fornire la rassegna stampa quotidiana sui temi della violenza e delle discriminazioni di genere quanto sociali. Oggi continua a navigare, seppur nelle acque tempestose di questi ultimi anni, e chiede sostegno, forte dei 30mila utenti unici al mese dall’Italia come dall’estero (+52% nel 2013), di un incremento di visualizzazioni del 20%, di qualche link di peso come Micromega e, soprattutto, di una crescente attenzione da parte di un pubblico giovane.

“La campagna di sostegno (tutti i particolari sul sito: ndr) serve a continuare il nostro lavoro e a produrre, oltre alla rassegna stampa quotidiana, sempre più contenuti autonomi, che però devono essere sostenibili per i nostri conti. Siamo stati pionieri: cinque anni fa la questione della violenza e della relazione dei sessi non era ancora sbarcata sui media mainstream e pensiamo di avere portato il nostro mattoncino a questa crescita di consapevolezza, di coscienza critica e di attenzione mediatica, legando le discriminazione di genere alle questioni sociali. Oggi che la crisi morde, vediamo quanto questi due aspetti siano legati”.

Zeroviolenzadonne.it dà conto e informa anche sull’attività di gruppi e associazioni che nel nostro Paese si muovono nel campo dei diritti, a cominciare dalla rete dei centri antiviolenza, e ha un’utile funzione di archivio di materiali legislativi, convenzioni internazionali, codici etici. Attivo sui social – Facebook e Twitter – il sito però non si limita alla vita in Rete; si sono intensificati i rapporti con il mondo della scuola: a Roma collabora a un progetto sulla trasmissione dell’identità di genere rivolto a insegnanti e genitori di un gruppo di scuole. “L’idea”, dice ancora Pepe, “è che il sito è un nodo di una rete più vasta. Il lavoro nelle scuole, con gli studenti, lo conferma: se prima c’era un muro di riservatezza e pudore su questi temi, uno dei nostri successi è cogliere l’interesse dei più giovani. E vedere che, sempre di più, il nostro sito diventa un canale per video e materiali elaborati da loro”.

L‘articolo è sul mensile Prima Comunicazione n. 445 – Dicembre 2013