Protagonisti del mese

27 dicembre 2013 | 10:06

Pillole di futuro

Il modello ‘digital first’, una nuova organizzazione del lavoro giornalistico e una parola chiave per raccontare l’Italia: innovazione. Così il Wired di Massimo Russo prova a uscire dai confini del giornale di carta sperimentando una nuova relazione con il suo pubblico e un nuovo sistema di ricavi equamente ripartito fra edicola, digitale ed eventi.

Massimo Russo

Massimo Russo

Assertivo, provocatorio e snob quel tanto che basta, il nuovo Wired in edicola e on line dai primi di dicembre è una somma di ambizioni che fa piacere ascoltare in questi gramissimi tempi di forconi, lamenti del tempo che fu e scetticismo sui nuovi giovani leader politici. Wired Italia si rifà il vestito e lo spirito per la terza volta in meno di cinque anni (il primo numero uscì nel marzo 2009) ma questa, delle tre, è la più impegnativa. Lo si è capito bene la sera di mercoledì 4 dicembre, quando al party di lancio del new Wired Italia è apparso, nientemeno, che Jonathan Newhouse, presidente e ceo di Condé Nast International, volato da Londra per benedire il neonato.
Che, poi, è il bellissimo protagonista della copertina del primo numero: un bimbo dagli occhioni azzurri che grida: ‘Senza futuro? Non dire cazzate’. Lo strillo (in grande, nella foto, dietro il direttore Massimo Russo) è un programma rivoluzionario centrato sulla parola chiave ‘innovazione’ e sulla scommessa ardita di un nuovo modello di business, basato sul brand e su tre cespiti di ricavo: edicola, digitale ed eventi. Si sa che all’editore Condé Nast le 60mila copie diffuse, abbonamenti compresi, sono sempre apparse un risultato buono ma passibile di miglioramento.

L‘articolo integrale è sul mensile Prima Comunicazione n. 445 – Dicembre 2013