Io lo faccio glocal

È arrivato da un anno alla direzione del Messaggero, il ‘suo’ giornale, dice Virman Cusenza. Che vuole sia fortissimo sulla cronaca locale, ma capace di competere con Corriere e Repubblica e, da buon liberale, attento ai diritti civili. Cresciuto con don Puglisi a Palermo, arrivato a Milano alla corte di Montanelli, poi a Roma e a Napoli e ora di nuovo nella Capitale, se la deve vedere con una redazione complicata ma appassionata che adesso scommette sull’integrazione tra carta e web.

Virman Cusenza (foto U. Pizzi)

Virman Cusenza (foto U. Pizzi)

Peccato che sia nato troppo tardi, se Giovanni Verga o meglio ancora il più moderno fra gli scrittori siciliani Giuseppe Tomasi di Lampedusa avessero avuto la fortuna di incontrarlo, sicuramente attorno alla figura dell’attuale direttore del Messaggero sarebbe stato costruito un romanzo. Il figlio del Sud spinto fuori dalla sua isola. Il figlio del Sud che succhia a Milano il nettare della vita e della professione. Il figlio del Sud che venera e ripudia la terra che lo ha generato. E il ritorno sul luogo dei suoi vagiti lo scombussola da cima a piedi, gli accartoccia il cuore, è come accarezzare con mano tremante una inguaribile ferita.

L‘articolo integrale è sul mensile Prima Comunicazione n. 445 – Dicembre 2013

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