27 dicembre 2013 | 16:50

10 trend dell’editoria digitale Usa nel 2013: prezzi più bassi, nascono gli streaming di ebook. Ma in Italia le novità sono poche

Negli Stati Uniti il 2013 è stato un anno importante per gli ebook. Due giganti del web, Apple e Amazon, sono finiti in tribunale per aver fatto fatto cartello nei libri digitali, alterando il mercato. Stanno nascendo servizi per lo streaming di ebook e il Nook (l’ereader di Barnes & Noble, la catena di librerie più grande degli Stati Uniti) è ormai sul viale del tramonto.

Lauren Simonis su Media Shift di Pbs ha pubblicato la top 10 dei trend editoriali visti nel corso di quest’anno:

1. Apple fa cartello sugli ebook

Il Dipartimento di giustizia degli Stati Uniti ha processato l’azienda di Cupertino per aver costretto gli editori ad alzare il prezzo degli ebook (e quindi garantirsi una percentuale maggiore sulle vendite). La notizia è stata riportata da Reuters.

Tuttavia, se Apple ha violato le leggi antitrust, limitare le possibilità di scontare i libri sull’app store può danneggiare gli editori più di quanto danneggerebbe il colosso informatico.

2. Amazon vs piccole librerie

All’inizio del 2013 tre librerie indipendenti hanno fatto causa ad Amazon e altri colossi editoriali per le loro politiche volte a eliminare la concorrenza nel mercato degli ebook. Le librerie hanno affermato che gli editori hanno firmato contratti di esclusiva con Amazon affinché gli ebook fossero leggibili solo sui Kindle. Tuttavia il giudice ha ritenuto che non ci fossero prove concrete per portare avanti il processo.

3. Il costo degli ebook

Negli Stati Uniti il costo medio di un ebook è stato tra i 7 e gli 8 dollari. In discesa rispetto alla media dei 13$ del 2012.

4. Amazon Matchbook e Matchmaker

L’azienda di Jeff Bezos ha dato vita a due nuovi servizi. Con Matchbook chi acquistato l’edizione cartacea di un libro può comprare quella elettronica a prezzo scontato. Matchmaker invece consente di ‘aggiornare’ un ebook: ad esempio: se esiste un audiolibro di quell’edizione Matchmaker la propone, in alcuni casi gratis, altri al costo di un paio di dollari.

5. Il Netflix per gli ebook

Nel 2013 è nata Oyster, una startup di ebook streaming: con una tariffa mensile fissa è possibile accedere a una libreria online da 100 mila titoli.

6. Il declino di Nook

In Italia non è mai sbarcato. È il lettore di ebook della catena Barnes & Noble, diretto concorrente di Kindle. Ma nel corso dell’anno l’azienda ha registrato perdite per 87 milioni. Ora la società può essere venduta.

7. Gli ebook sono adatti ai bambini?

iStotyTime e Bookboard sono servizi di streaming per la lettura dedicati ai bambini. E nel corso dell’anno il 75% dei genitori ha pensato di comprare ebook per i propri figli.

8. Gli autori ibridi

Sempre più autori pensano di autopubblicare i propri libri. Scrittori come Ted Heller sono scettici sul selfpublishing, altri pensano a un accordo ibrido, come il caso di Joanna Penn descritto su Forbes. È un modo con cui gli autori possono accedere ai negozi fisici pur mantenendo i diritti sulle edizioni digitali.

9. Copyright più restrittivo

Il Digital Millennium Copyright Act è una sorta di lucchetto che impedisce ai libri digitali di essere copiati e di essere alterati. Questo danneggia soprattutto i portatori di handicap, i ciechi e gli ipovedenti, che hanno bisogno di inserire il testo in dispositivi di lettura ad hoc.

10. Un ponte tra ebook e biblioeche

È successo molte volte, ha prima è stata Hachette, poi c’è stato il ritorndo di Penguin. Ora in molte biblioteche è possibile acquistare ebook.

E il Italia?

Gabriele Alese, responsabile del prodotto digitale per E/O e Europa Editions parla di “un anno strano” per l’editoria digitale italiana. Riportiamo una parte di un post sul suo blog:

  • Il 2013 è stato un anno strano per il digital publishing. Avevo giurato che la parola d’ordine dell’anno sarebbe stata API, e in effetti molto del mio lavoro di quest’anno è stato orientato sulle interfacce pubbliche verso metadati e contenuti; ma a ben pensare il 2013 è stato il primo anno dall’avvento del digitale in editoria a caratterizzarsi per l’assenza di innovazione. Sul mercato non sono stati immessi prodotti o contenuti sostanzialmente nuovi, e il risultato non poteva che essere un rallentamento della crescita del digitale. La vera parola d’ordine del 2013 è quindi stata stagnazione.
  • Il digitale fermo al 4% del mercato sembra fare la felicità di molti, anche di quelli che, a ben guardare, avrebbero tutto da guadagnare da un allargamento di questa fetta di mercato. Ma un mercato fermo fa sì che gli attori economici che non hanno innovato si sentano incoraggiati a non farlo, e rassicura chi, come nel 1994, è pronto ad alzare la mano esclamando che “è tutta una bolla”. Il prodotto di questo schema concettuale, prevedibilmente, è il classico circolo vizioso: non innovando non si allarga il mercato, e se il mercato non si muove viene scoraggiata l’ulteriore innovazione. In sintesi si tratta, in scala ridotta, dello stesso percorso che ha condotto alla paralisi del sistema industriale italiano.