30 dicembre 2013 | 13:01

Da Forbes 4 domande e 4 previsioni sul prossimo futuro dei social network

Il 2013 è stato un anno turbolento, anche per i social network. Nell’arco di 12 mesi c’è stata l’ipo di Twitter, l’acquisizione miliardaria di Tumblr da parte di Yahoo e la nascita del servizio di messaggistica Snapchat (che cancella i messaggi non appena vengono ricevuti). Inoltre, molte aziende stanno integrando il social media marketing con i ritmi della vita quotidiana.

Nonostante la loro pervasività, i social network sono molto giovani (il re, Facebook, ha meno di dieci anni di vita). Prima della loro maturità ci si devono aspettare molti altri cambiamenti. Forbes prova a porre quattro domande sul futuro delle reti sociali nel 2014.

Qualcuno farà la fine di Myspace?

Che cos’hanno in comune Instagram, Tumblr, Snapchat e Pinterest? Sono basati su quantità enormi di foto. Ma, secondo Forbes, la gente non vuole condividere la stessa foto su tanti social network. Per il bisettimanale statunitense qualcuno tra questi farà la fine di Myspace, un tempo popolarissimo e ora caduto nell’irrilevanza nonostante un profondo rinnovamento e molte risorse invesite. Insomma, per Forbes, nel 2014 vedremo agire il “darwinismo social(e)”.

Sì, è Tumblr. Forbes punta sull’affossamento della piattaforma di blogging e vede un segno premonitore nella scelta di nascondere i suoi dati di traffico su Quantcast.

Facebook sarà ancora il re?

Mark Zuckerberg ha dato una risposta affascinante a James Bennet dell’Atlantic: “La gente pensa che noi stiamo provando a far qualcosa di figo. Sbagliano, non è mai stato il nostro obiettivo. Forse l’elettricità un tempo stupiva, ma molto presto le persone hanno smesso di parlarne perché non era più qualcosa di nuovo. Ma nessuno ha smesso di accendere le luci di casa perché non era più figo”.

Con quest’argomentazione Zuckerberg sostiene che Facebook è talmente entrato nella quotidianità da diventare eterno, proprio come l’elettricità. Eppure a novembre il cfo di Facebook, David Ebersmann, ha ammesso che i teenager stanno perdendo interesse nel social network. Insomma, secondo Forbes, Facebook non è l’elettricità e non è più figo come fino a qualche anno fa.

Sì, più o meno. La base di utenti di Facebook è enorme, e per Forbes non ci sarà un crollo. Ma il tempo medio speso sul sito diminuirà sempre di più. E questa è una metrica importante per gli investitori pubblicitari.

Ci sarà qualcuno che farà il botto?

Nel 2013 è successo con Snapchat, una delle applicazioni di chat preferite dagli studenti americani. Gli investimenti nei prodotti tecnologici consumer negli ultimi anni sono scesi, ma il business dei social network è in continuo fermento. Per Forbes allora la domanda non è “se qualcuno farà il botto” ma “chi lo farà?”.

Allora chi? La rivista statunitense pensa a Vine. Non è nuovo, ha volato al di sotto dei radar per un anno. Il social network con il quale si possono produrre video di massimo 6 secondi all’inizio ha disorientato (il limite dei tempo è complesso da gestire), ma ora gli utenti hanno iniziato a prendere familiarità con il formato dei microvideo. I risultati sono piacevoli e divertenti. Nel 2014 salirà sul podio.

Il 2014 sarà l’anno dei micro social network?

All’inizio di dicembre Instagram ha aggiunto la funzione “messaggi diretti”, per permettere agli utenti di scambiarsi foto in privato e conversare tra loro attraverso i commenti. Ma per Matt Buchanan del New Yorker più che una novità è un passo indietro: all’inizio Instagram era proprio questo: un servizio di condivisione foto tra amici stretti.

Il punto è che i social network sono diventati mainstream. Avere centinaia di amici egocentrici su Facebook significa avere la bacheca intasata ogni secondo. Il risultato? Tutto diventa impersonale. Forbes si chiede se questo fenomeno aprirà la porta a social network di nicchia, in grado di riavvolgere il tempo e ricreare la familiarità del Facebook delle origini.

No. Si sentirà molto parlare di piccoli social network, e di nuovi network di nicchia, ma la loro ascesa è ancora lontana.