Comunicazione

02 gennaio 2014 | 17:54

New York Times si schiera con Snowden: serve forma di clemenza. “Ha reso al Paese un servizio, non ha danneggiato la sicurezza della nazione”

(TMNews) Edward Snowden merita una “vita migliore” di un esilio permanente, tra paura e fughe. Per questo, è arrivato il momento per gli Stati Uniti di “offrire un patteggiamento o una forma di clemenza per permettergli di tornare a casa”. A schierarsi con l’ex contractor della National Security Agency, l’agenzia d’intelligence di cui ha reso noto i programmi segreti di sorveglianza, è il New York Times, con un editoriale pubblicato sull’edizione di oggi.

“Potrebbe aver commesso un crimine rivelando” informazioni di “enorme valore”, ma “ha reso al suo Paese un grande servizio” ha spiegato il Times, che ipotizza una pena non eccessiva per il suo ruolo di informatore, nonostante le attuali accuse nei suoi confronti prevedano fino a 30 anni di carcere, che potrebbero trasformarsi in un ergastolo con l’aggiunta di ulteriori accuse.

Il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, ha detto che Snowden deve tornare a casa e affrontare le accuse in tribunale e che se avesse voluto evitarle avrebbe potuto semplicemente denunciare gli abusi ai suoi superiori, invece di rivelarli ai giornalisti, “godendo della protezione prevista per gli informatori da un ordine esecutivo da me firmato” ha dichiarato Obama. La protezione, però, si applica solo agli impiegati, non ai contractor, ha spiegato il Times.

Inoltre, come lui stesso ha spiegato al Washington Post, Snowden aveva parlato dei suoi dubbi e timori con due superiori dell’agenzia, mostrando l’enorme mole di dati personali raccolti dalla Nsa, senza ottenere risultati. Per questo, Snowden è “giustificato per aver creduto che l’unico modo fosse quello di spifferare tutto al pubblico”. Grazie alle informazioni diffuse, sono emerse numerose violazioni commesse dalla Nsa, ha spiegato l’editoriale.

Molti accusatori di Snowden credono che abbia profondamente danneggiato le operazioni d’intelligence degli Stati Uniti, “ma nessuno ha presentato la minima prova che le sue rivelazioni abbiano veramente danneggiato la sicurezza della nazione”.
“Quando qualcuno rivela che funzionari governativi hanno abitualmente e deliberatamente infranto la legge, quella persona non dovrebbe affrontare l’ergastolo per mano di quello stesso governo. Per questo Rick Ledgett, che guida la task force della Nsa sulle rivelazioni di Snowden, ha recentemente detto alla Cbs che prenderebbe in considerazione l’amnistia, se Snowden smettesse di aggiungere nuove rivelazioni. Per questo il presidente Obama dovrebbe dire ai suoi consiglieri di cercare un modo per porre fine alla denigrazione di Snowden e dargli un incentivo per tornare a casa” ha concluso l’editoriale del New York Times.

2 gennaio 2014