Editoria, New media

03 gennaio 2014 | 11:18

Il sito del New York Times si rinnova: più multimedialità, ottimizzazione per dispositivi mobili e native advertising

(TMNews) Il New York Times si prepara al suo più grande cambiamento grafico in quasi dieci anni. Dal prossimo 8 gennaio, infatti, il quotidiano di New York lancerà la sua nuova versione web. La notizia è stata annunciata ieri, giorno in cui già un numero ristretto di lettori ha potuto provare le nuove pagine. La piattaforma dovrebbe rendere la navigazione più semplice e coinvolgente e sarà la base per il futuro sviluppo del sito. In particolare, la grafica sarà più pulita, verrà ottimizzata per tablet e computer portatili, le pagine si caricheranno più velocemente e la ricerca dei contenuti sarà più efficiente.

Il cambiamento era stato annunciato lo scorso marzo, quando il prestigioso giornale aveva messo in rete alcuni esempi delle nuove pagine. “Questi miglioramenti consentono alla nostra redazione di avere i migliori strumenti per la pubblicazione in tutte le sue forme digitali – ha dichiarato Jill Abramson, direttore esecutivo del New York Times – con una parte rilevante dedicata ai video e alla fotografia, le nuove funzionalità sono molto coinvolgenti e migliorano la capacità dei nostri lettori di condividere e commentare gli articoli”.

Jill Abramson, direttore esecutivo del New York Times

Jill Abramson, direttore esecutivo del New York Times

Oltre alla grafica, il restyling permetterà di avere un accesso veloce ai commenti e alla condivisione dei contenuti. Dallo scorso marzo tutti i dipendenti del Nyt avevano iniziato a provare la versione.

Un altro punto di forza sarà la navigazione personalizzabile per gli utenti iscritti, che potranno scegliere direttamente dal menu quali argomenti seguire. Ci saranno anche cambiamenti sul fronte delle pubblicità: saranno infatti lanciate le “native advertising”, un metodo pubblicitario sempre più usato sia negli Usa che in Italia, che prevede contenuti editoriali sponsorizzati dagli inserzionisti. Sulla questione si era aperta una lunga polemica all’interno della redazione, ma l’amministrazione ha deciso di continuare sulla via intrapresa.

Le “native ad” – lanciate anni fa da siti come BuzzFeed – saranno ben identificabili dai lettori del New York Times e serviranno, dicono dai vertici del giornale, per migliorare i ricavi da pubblicità, in caduta libera negli ultimi anni.

3 gennaio 2014