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08 gennaio 2014 | 17:42

Twitter, per Cantor Fitzgerald il titolo è da vendere

(TMNews) Non c’è pace per Twitter, che in circa due settimane ha ricevuto la bocciatura di tre analisti.
Dopo i tonfi registrati a fine dicembre per colpa di Macquarie Research e i cali di lunedì legati alla nota di Morgan Stanley, oggi ha provocare il ribasso in borsa è Cantor Fitzgerald secondo cui il titolo del sito di microblogging è “da vendere” e non più “da tenere” in portafoglio. Il titolo, arrivato a cedere quasi il 4%, segna ora un -1,93% a 60,3199 dollari.

L’analista Youssef Squali è convinto che il rally delle azioni Twitter, salite di oltre il 130% rispetto al prezzo di collocamento fissato lo scorso 6 novembre a quota 26 dollari, non riflette i fondamentali del gruppo. “Riteniamo eccessiva la valutazione di Twitter e attualmente vediamo più rischi al ribasso che possibilità di rialzo”, si legge nella nota diffusa ai clienti di Cantor Fitzgerald. Queste parole echeggiano quelle di Macquarie, secondo cui non ci sono elementi che “giustifichino il balzo delle azioni”. Morgan Stanley dal canto suo si era concentrata sulla competizione nel mercato della pubblicità online, in cui la società dei “cinguettii” rischia di arrancare rispetto ai rivali come Facebook.

Sulla scia dei downgrade degli analisti, il titolo Twitter ha perso circa il 20% dal record siglato il mese scorso a quota 74,73 dollari. Solo nella settimana in corso la flessione è del 14% circa. Da quando ha debuttato in borsa lo scorso sette novembre, il titolo ha toccato un minimo a 38,80 dollari. Secondo Squali il vero valore delle azioni Twitter è pari a 32 dollari.

La prova del nove per Twitter arriverà dal prossimo 15 febbraio, quando scadono i cosiddetti ‘lock-up’, creati per impedire a determinati azionisti di vendere i titoli per un certo periodo di tempo, in media 180 giorni dall’Ipo. A partire da quella data i dipendenti senza ruolo di gestione di Twitter potranno cedere circa 9,9 milioni di azioni del social network in loro possesso. La scadenza di un altro ‘lock-up’ ancora più importante è attesa a maggio, quando 454 milioni di azioni Twitter potranno essere messe in vendita. Quell’appuntamento, “metterà probabilmente sotto pressione le azioni nel breve termine”, ha concluso Squali. (TMNews, 8 gennaio 2014)