10 gennaio 2014 | 12:00

Partenza sprint per il nuovo Wired.it, grazie alla formula digital first

Alla Condé Nast si fregano le mani. Il nuovo sito di Wired.it – un progetto da cui la casa editrice del mensile sull’innovazione si aspetta molto – sembra essere partito infatti con il piede giusto. I dati diffusi dall’editore parlano di un raddoppio delle visite nel primo mese del nuovo corso e di una crescita ancora più consistente della pagine viste.

In dicembre, secondo le rilevazioni di Webtrekk, il nuovo Wired.it (che ha debuttato il 4 del mese) ha registrato 2,8 milioni di accessi unici censuari, contro gli 1,8 milioni di novembre e le pagine viste sono salite da 12 milioni a 28 milioni.

Massimo Russo, direttore di Wired dal maggio 2013

Una conferma della validità dell’approccio digital first adottato dal mensile, che ha comportato anche una nuova organizzazione del lavoro giornalistico, come ha raccontato in una lunga intervista pubblicata sul numero di dicembre di Prima il direttore di Wired Massimo Russo.
L’obiettivo è far crescere in modo sostanziale i ricavi digitali, che oggi rappresentano il 30% del totale (il restante 70% arriva dall’edicola). La nuova filosofia di Wired si può riassumere nella formula del tre volte trenta: il fatturato di testata dovrebbe infatti ripartirsi in parti eguali tra edicola, digitale ed eventi (come il Wired Next Fest, la cui prima edizione si è tenuta lo scorso giugno).
Un ingrediente importante del successo del nuovo Wired.it è l’interazione con i lettori, in particolare sui social network: il numero di like su Facebook è cresciuto del 30%, sulla spinta di articoli molto dibattuti come quelli sulla web tax e sul caso Stamina. E sono cresciuti anche gli abbonamenti al magazine, sottoscritti attraverso Wired.it, che a dicembre sono triplicati rispetto alla media mensile del 2013; un dato significativo, anche tenendo conto che tradizionalmente dicembre è il mese di punta per gli abbonamenti.
Se Wired.it saprà mantenere lo sprint iniziale, ci sono insomma tutte le premesse perché il 2014 sia un anno da record, sottolineano alla Condé Nast.