10 gennaio 2014 | 12:56

Falchi in rivolta, slitta la nomina di Toti a coordinatore unico di Forza Italia

Si allungano i tempi per la nomina di Giovanni Toti al vertice di Forza Italia. Lo scrive oggi il Corriere della Sera in un articolo a firma di Paola di Caro, secondo cui la via per la scalata alla poltrona più alta del partito del direttore di Tg4 e Italia Uno si fa complicata.

Giovanni Toti (foto Olycom)

Giovanni Toti (foto Olycom)

Toti, 45 anni, giornalista, a Mediaset dal 1996, è direttore di Studio aperto dal 2010 e del Tg4 dal 2012 (dove ha preso il posto di Emilio Fede). È stato dal 2007 al 2009 responsabile dei rapporti con i media della holding. Tra i più ascoltati consiglieri di Silvio Berlusconi, il nome di Toti comincia a circolare quando il Cavaliere è alla ricerca di volti nuovi per i vertici di Forza Italia: ora è indicato per ricoprire l’incarico di coordinatore unico.

Ecco cosa scrive il Corriere:

Da quando mercoledì pomeriggio si è sparsa la notizia della nomina imminente e fino a ieri sera, una processione ininterrotta di alti dirigenti forzisti con il morale a terra e tante recriminazioni ha scandito le ore di un Silvio Berlusconi sempre più innervosito. «Non ce la faccio ad ascoltare solo lamenti, qui sembra che ognuno pensi solo per sé. Io non voglio rottamare nessuno, ma è indispensabile dare un senso di movimento e di rinnovamento al nostro partito» ha ribadito a tutti quelli che gli chiedevano di andarci piano, di non fare mosse azzardate, di non mettere uno che «non conosce il partito, non sa niente di come si guida una struttura come la nostra» a capo di tutti gli altri che «si fanno il mazzo da anni per te, presidente… Non puoi umiliarci, con tanta gente scontenta rischi che molti sbattano la porta e se ne vadano…». Parole ripetute da tanti nel partito, da Verdini a nome di tutti, che certo hanno segnato Berlusconi ma che non sembra lo abbiano convinto a desistere.

«La verità – ha confidato ai suoi interlocutori – è che sono stufo di veti e contro veti. Qualunque cosa si tocchi, ci sarebbe qualcuno scontento, qualcuno che si arrabbia. Io cercherò di trovare la soluzione migliore, ma se devo perdere pezzi di qua o di là, tanto meglio fare quello di cui sono convinto…». E però, solo nelle prossime ore si deciderà se la decisione verrà presa a stretto giro di posta – magari già oggi durante la riunione dei coordinatori regionali con l’ex premier – o se si procederà – come vogliono nel partito – solo dopo aver nominato l’ufficio di presidenza con tutti i big. In ogni caso, prima della Convention del 26 gennaio di celebrazione dei 20 anni della discesa in campo di Berlusconi.

L’articolo integrale è sul Corriere della Sera del 10 gennaio.