Editoria

10 gennaio 2014 | 15:09

Franco Siddi al ministro Cancellieri: “Decisione spropositata quella di oscurare le notizie sul web”

(AGI) E’ spropositata la decisione di un magistrato di disporre l’oscuramento di un’inchiesta condotta da un giornale on line. “C’e’ un forte rischio per il giornalismo di inchiesta e che si possa diffondere l’idea che la censura sia introducibile nel nostro Paese ancorche’ non sia formalmente prevista dal nostro ordinamento, come non lo e’ nei sistemi democratici”. Lo denuncia Franco Siddi, segretario generale della Fnsi, a proposito del sequestro preventivo, mediante oscuramento di alcuni articoli, del sito Tuttoggi.info, da parte del gip di Spoleto. E Siddi ha subito scritto al ministro della Giustizia, Annamaria Cancellieri, denunciando l’accaduto.

Siddi nella lettera scrive di vicenda che “pone problematiche sensibili sul rapporto giustizia-informazione”, riferendosi appunto alla decisione di oscurare preventivamente un’inchiesta del giornale on line Tuttoggi.info di Spoleto. “La ratio delle norme in vigore, per il caso sottoposto a intervento giudiziario, ci pare possa essere quella della contravvenzione, che non presupporrebbe il sequestro. Non possiamo dire che si tratti di un atto fuori legge ma che la legge, evidentemente, consente interpretazioni cosi’ ampie e suscettibili di scelte molto delicate al punto da apparire come atti di censura preventiva quando si arriva al sequestro di un giornale”.

Il segretario della Fnsi sottolinea che nel caso specifico di Tuttoggi.info “il sequestro preventivo deciso dal Gip, a conclusione dell’indagine della Procura di Spoleto, ci appare assolutamente spropositato. Sono stati infatti oscurati (tecnicamente “sequestrati”) tre articoli con notizie relative ad atti processuali ormai pubblici di un’inchiesta della magistratura relativa alla Banca Popolare di Spoleto, nel corso della quale sono state rinviate a giudizio 34 persone”.

Franco Siddi, segretario generale della Fnsi (foto Olycom)

Siddi rileva che l’ipotesi che questa pubblicazione potesse influenzare il giudice dell’indagine preliminare, in quanto informato prima dalla stampa, e’ un’ipotesi che “introduce un principio per niente condivisibile, perche’ mina la liberta’ dell’informazione e la stessa sua funzione di essere uno degli strumenti fondamentali della pubblicita’ dei processi, nel rispetto dell’interesse pubblico a conoscere e sapere. Trattandosi di una testata giornalistica, in quanto registrata e quindi soggetta a tutte le norme di legge che regolano la carta stampata, il sequestro appare assolutamente abnorme. Abbiamo l’impressione che, quando la contestazione sulla liceita’ di pubblicazione di atti giudiziari riguarda un giornale web, sia sottopesata la funzione del giornale stesso come organo di stampa”. Infatti, “qualche altro episodio di oscuramento di pagine web c’era gia’ stato da parte di altri tribunali”.

C’e’ quindi – per Siddi – “un forte rischio per il giornalismo di inchiesta e che si possa diffondere l’idea che la censura sia introducibile nel nostro Paese ancorche’ non sia formalmente prevista dal nostro Ordinamento, come non lo e’ nei sistemi democratici. Se tutto cio’ accade anche a causa della indeterminatezza e vetusta’ delle leggi sulla stampa in Italia, e’ evidente quanto sia necessaria una riforma avanzata della legislazione perche’ sia in linea con i canoni delle moderne democrazie e con la giurisprudenza consolidata delle Corti europee”. I qui l’auspicio della Fnsi di “un’attenta valutazione” da parte del ministro della Giustizia e la “promozione di iniziative di chiarimento, se necessario, anche di carattere legislativo”. (AGI, 10 gennaio 2014)