Televisione

13 gennaio 2014 | 12:22

L’Ue indaga sul blocco di contenuti all’estero delle pay tv

(ANSA) L’antitrust Ue ha aperto un’indagine sugli accordi tra le major Usa di film e le pay tv tra cui Sky Italia, BSkyB, Canal Plus e Sky Deutchland, per verificare se siano la causa del blocco di contenuti all’estero delle pay tv, che per la Ue costituirebbe una violazione della concorrenza. ”La Commissione – spiega il commissario alla concorrenza Joaquin Almunia – non vuole chiedere alle major di contrattare una licenza unica per tutti gli Stati, né mette in discussione il sistema di cessione delle licenze attualmente in atto. Ma vuole risolvere il problema dei cittadini europei che si abbonano ad una pay tv in uno Stato e se si spostano in un altro, per lavoro o per vacanza, non possono accedere ai contenuti per cui pagano l’abbonamento”. Molte pay tv ora diffondono contenuti anche via internet, e anche questo mezzo è bloccato quando si passa il confine dello Stato. E’ ad esempio quello che succede con Sky Go, il servizio via tablet e smartphone di Sky Italia. Almunia ha ricordato che l’indagine arriva dopo la sentenza della Corte di Giustizia Ue del 2011 che diede ragione alla proprietaria di un pub inglese che utilizzava schede tv greche per trasmettere le partite di Premier League nel suo locale. La Premier League fece ricorso, e perse. Almunia ha spiegato che da allora il calcio si sta adeguando alla sentenza, ma per i film invece ancora è ancora evidente. I contenuti audiovisivi come i film sono ceduti da Twentieth Century Fox, Warner Bros, Sony Pictures, Paramount e altre con licenze alle pay tv su base territoriale. Bruxelles, che ha già raccolto dati utili all’indagine nel 2012, esaminerà se le licenze che garantiscono ”assoluta protezione territoriale” ai contenuti, costituiscano una violazione delle regole della concorrenza. La protezione territoriale infatti assicura che i film concessi con licenza dalle major Usa vengono mostrati esclusivamente nello Stato membro in cui opera la pay tv sia via satellite sia via internet. Tali film non sono pertanto disponibili fuori da quegli Stati, nemmeno dietro richiesta di potenziali abbonati in altri Stati. (ANSA, 13 gennaio 2013)