14 gennaio 2014 | 10:30

‘Freelance sì, coglione no’: spopola sul web la campagna di tre giovani videomaker (VIDEO)

“No guarda, per questo progetto non c’è budget. Però fa curriculum. E poi, vuoi mettere la visibilità?”. Questo è il leitmotiv della campagna provocatoria #CoglioneNo che, a poche ore dal lancio (il 13 gennaio), sta spopolando sul web. L’idea è di tre giovani filmmaker con base a Roma e a Londra che hanno realizzato tre divertenti videopillole, poi pubblicate su Youtube. Protagonisti un idraulico, un giardiniere e un antennista che, a lavoro ultimato – uno di loro viene addirittura chiamato la domenica mattina – si sentono rispondere quello che tanti ragazzi, soprattutto tra i professionisti del settore creativo, sono abituati ad ascoltare da tempo: non ci sono soldi. In cambio, però, tante belle parole e false speranze.
La campagna di Niccolò Falsetti, Stefano De Marco e Alessandro Grespan della Zero Pirate Filmmakers, nasce proprio per dire basta allo svilimento del lavoro giovanile: “Siamo giovani, siamo freelance, siamo creativi ma siamo lavoratori, mica coglioni”.

In effetti, chi risponderebbe mai al proprio idraulico che vuole essere pagato che il suo non è un lavoro, è un divertimento? E allora perché un giornalista o un grafico – solo per citare alcune delle professioni intellettuali più coinvolte – dovrebbe lavorare gratis?
La campagna di sensibilizzazione per il rispetto dei lavori creativi insomma ha colpito nel segno. In poche ore, le visualizzazioni del video con protagonista l’idraulico hanno superato le 50mila mentre il post di Facebook ha ricevuto quasi mille like e 800 condivisioni per non parlare dell’hashtag “#CoglioneNo” che impazza su Twitter.
Numeri da record che fanno capire il sentiment dei tanti giovani che lavorano sodo ma che non vengono ripagati con la giusta moneta. “Siamo sorpresi della quantità di condivisioni che stiamo ricevendo – ha dichiarato Niccolò Falsetti all’Adnkronos – e del fatto che sono soprattutto i creativi a condividerci. Speriamo che chiunque d’ora in poi pronunci quelle parole, ‘non c’è budget’, cominci a sentirsi un coglione”. (C. A.)

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